Alfredo Covato con la mostra LUX riaccende la luce sull’ex Asilo “Regina Margherita”

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Mosica – In occasione del periodo pasquale, tempo di riflessione e rinascita, l’artista Alfredo Covato present LUX, una mostra d’arte contemporanea ambientata in un luogo carico di storia e significato.

Si tratta della chiesa abbandonata Auxilium Christianorum, all’interno del complesso Reale asilo infantile Regina Margherita, da tutti conosciuta come Raccomandata nel cuore di Modica.

Il progetto nasce come una profonda riflessione sul potere dell’arte di riportare luce là dove il tempo e l’abbandono hanno lasciato il segno. Non a caso, il titolo LUX, “luce” in latino, richiama la spiritualità e la conoscenza, diventando simbolo di speranza, rigenerazione e impegno civico.

Le opere di Covato sono delle installazioni geometriche di colore bianco, si inseriscono nel contesto di rovina e vegetazione che oggi avvolge la chiesa. Le sue opere generano un contrasto visivo potente: la purezza della forma dialoga con la decadenza dell’ambiente. Un messaggio chiaro e diretto: l’arte può essere strumento di cura, memoria e resistenza.

“Là dove non riesce ad arrivare la politica, bloccata da vincoli economici o burocratici — spiega Alfredo Covato — l’arte può farsi carico della responsabilità di preservare e valorizzare i luoghi della cultura.”

Le installazioni sono interventi leggeri, temporanei e perfettamente integrati nel contesto: nulla dell’ambiente è stato modificato o stravolto. Le geometrie si rifanno alle forme architettoniche esistenti e si inseriscono in modo naturale tra detriti, vegetazione e macerie. Più che imporsi, si nascondono quasi, valorizzando il luogo stesso piuttosto che porsi al centro dell’attenzione.

L’opera principale: riferimento alle vittime della Guerra, ai migranti, a tutte le persone in fuga

L’opera principale, collocata sull’altare, è composta da una tela bianca e da una coperta isotermica , mossa dal vento e illuminata dal sole, che evoca il sudario di Cristo, diventando simbolo di resurrezione e rinascita. Un riferimento delicato ma potente alle vittime della guerra, ai migranti, a tutte le persone in fuga. Il materiale, comunemente usato in situazioni d’emergenza, carica l’opera di una densità simbolica profonda, mentre la luce naturale crea riflessi dorati e giochi visivi che amplificano l’esperienza.

A causa delle condizioni strutturali dell’edificio, un tempo scuola dalle suore Salesiane, l’accesso fisico alla mostra non è possibile. LUX sarà però interamente visitabile online grazie a un percorso digitale accessibile a tutti.

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