Celebrato ieri a Noto il Giubileo dei Ragazzi, dei catechisti, dei nonni e delle famiglie

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Una cattedrale stracolma all’inverosimile, tante generazioni insieme per vivere l’esperienza del giubileo e fare festa insieme. Questa la sintesi della Quinta Domenica di Quaresima vissuta in Cattedrale a Noto.

Una giornata dedicata a grandi e piccoli, a quanti si preparano a vivere i sacramenti e a quanti sono impegnati ad accompagnare ragazzi e ragazze nella vita di fede. Diverse le parrocchie che hanno preso parte a questo evento giubilare voluto fortemente da Mons. Salvatore Rumeo.

Un momento di unità e di speranza, ricco di significato, che ha permesso anche di far conoscere a tanti la Chiesa Cattedrale ed essere vicini al proprio pastore. Una festa grande per riscoprire la propria speranza. Un evento organizzato in sinergia tra gli uffici diocesani catechesi, pastorale e famiglia.

“Sentiamoci abbracciati dell’amore del Signore che perdona, in una Cattedrale che sempre più ritorna a vivere nel suo splendore grazie alla vostra presenza. La nostra Chiesa Cattedrale deve essere una Chiesa che accoglie, aperta con le porte spalancate sul mondo” ha esordito a inizio celebrazione Mons. Salvatore Rumeo.

“Oggi qui in Cattedrale siete il segno della presenza gioiosa del Signore” ha detto all’inizio della sua omelia il Vescovo Rumeo. Nell’omelia il presule di Noto si è soffermato sul senso della quinta domenica di Quaresima, in particolare sulla miseria dell’uomo e la misericordia di Dio. “La misericordia del Signore ci avvolge”, questa la sintesi del brano del Vangelo presentata dal Vescovo.

“Le notizie del bene sono più veloci delle notizie del male. E il bene che noi dobbiamo fare deve partire dalla nostra fede” ha ricordato il Vescovo. La misericordia di Dio, ha ricordato Mons. Salvatore Rumeo, va vissuta come sguardo di amore.

“Perché a volte, sapete cari ragazzi, non riusciamo a guardare veramente l’altro. L’altro che chiede un po’ di aiuto, che necessita del nostro intervento, della nostra vicinanza. Noi dobbiamo vedere e avere uno sguardo di amore” ha affermato il Vescovo di Noto.

Un’omelia a braccio, accorata, dove il Vescovo ha voluto rimarcare i pilastri della vita del buon cristiano che poggiano tutti sulla fede, un fuoco che va fatto ardere giorno dopo giorno.

In conclusione, il Vescovo di Noto ha ricordato la figura di Giovanni Paolo II, in particolare l’invito rivolto ai giovani di mettere fuoco in tutto il mondo.

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