Una “svista”? Un errore? Un’anomalia? Sono tanti i punti da chiarire nella vicenda denunciata oggi dal consigliere comunale del PD di Modica, Spadaro sulla gestione di una pratica istruita dal Comune di Modica per l’elargizione di un Contributo Riparazione danni a seguito di un evento calamitoso del 2021.
Spadaro racconta che, avendo fatto accesso agli atti, riscontra alcune anomalie della determina del dirigente III Settore n. 2491 del 04.11.2021 che sintetizziamo così:
La Giunta Comunale di Modica con una delibera del 17 novembre del 2021 fa “richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e di calamita naturale a seguito degli eventi atmosferici che si sono verificati nel territorio comunale.
In quella circostanza un cittadino presenta domanda di richiesta risarcimento danni subiti per danni alla copertura delle Serre e danni alle piantumazioni in c/da Bussello Rampolo Crucià. Il danno subito ammonta ad oltre 241.000,00 euro e l’importo ammissibile viene quantificato in 154.000,00 euro.
A luglio del 2023 vengono prodotte le dichiarazioni sostitutive di Atto di Notorietà dei tecnici incaricati della perizia dei danni. Il 1 luglio 2024 viene protocollata la Comunicazione di Inizio Lavori. La ditta può già richiedere una anticipazione dell’importo nella misura del 25%, previo presentazione di Fideiussione Bancaria o Polizza assicurativa o una garanzia per l’equivalente importo del 100%. A settembre 2024 il Comune comunica al Dipartimento della Protezione Civile e alla Regione che la documentazione della ditta è completa e quindi può ottenere l’anticipazione del 25%, a novembre la ditta chiede una proroga per il completamento dei lavori.
Tutto regolare, potrebbe dirsi a prima vista. Peccato che la ditta abbia registrato un contratto d’affitto in data postuma all’evento calamitoso e che questo vada dal 01.09.2021 al 31.08.2024 e che non risulti agli atti nuovo contratto di affitto; che il 05.11.2024 la ditta abbia chiesto proroga dei lavori senza che in atto esista un contratto di affitto e quindi senza titolo a poterlo richiedere, ma soprattutto, e questo è il dato più sorprendente che le particelle dell’azienda di serri-coltura non ricadano in territorio di Modica ma bensì nel Comune di Ragusa!
Com’è possibile chiede Spadaro che gli uffici preposti ed i tecnici che hanno istruito la pratica non si siano accorti che le particelle dell’azienda di serri-coltura non ricadevano in territorio di Modica? Eppure fin dalla domanda del 26.11.2021 è scritto in modo chiaro la dicitura “Ragusa Ibla”.
A ciò si aggiunga che anche nelle Perizie redatte dai tecnici si parla sempre di particelle ricadenti nel Comune di Ragusa e stranamente la pratica viene presentata nel Comune di Modica.
Come si giustifica una tale svista? Come è possibile che dal 2021 a quando è stata fatta la liquidazione di acconto nessuno si è accorto di tale errore? Quali azioni ha intrapreso o intende intraprendere il Comune per ovviare a tale errore?
Il consigliere comunale del PD spera che questi quesiti trovino una risposta nella prima seduta utile del Consiglio comunale.






