Ius scholae: per Schifani riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati è un dovere

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Ieri il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine di un incontro con il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha rilasciato alcune dichiarazione in merito allo Ius scholae.

In questi mesi il dibattito sullo Ius scholae è stato avviato proprio da Forza Italia e ha trovato da ampie parti riscontri e risonanza.

“Sullo Ius scholae mi riconosco pienamente nella posizione di Forza Italia, più volte espressa dall’amico Antonio Tajani, che coincide con i miei valori cristiani e con la mia storia personale. Si tratta di un tema trasversale e noi siamo impegnati per fare in modo che i figli di stranieri che vivono in Italia ormai da alcuni anni attraverso lo Ius soli temperato o chi segue un ciclo di studi, che permette loro di conoscere i nostri valori, la nostra Costituzione e quindi la nostra identità, abbia il diritto di aver riconosciuta la cittadinanza. Riconoscerla è un dovere da parte dello Stato” ha dichiarato Renato Schifani.

La risposta del presiedete della regione è stata data ai giornalisti che lo hanno incalzato sul tema durante un incontro presso la cattedrale di Acireale.

“La civiltà di un popolo si misura su due fronti: la qualità della carcerazione e la capacità di riconoscere diritti a coloro i quali non sono nati nel nostro territorio ma è come se lo fossero. L’identità umana non può subire discriminazioni, per questo mi sono sempre battuto anche quando ero presidente del Senato” ha aggiunto ancora Schifani.

Il cardinale Zuppi e Schifani hanno riflettuto insieme sulla rassegna “Il mese della cultura” promossa dalla diocesi e dal Comune.

Il commento della Don Bosco 2000: “tema delicato e urgente”

Sul tema dello Ius scholae abbiamo voluto sentire anche Agostino Sella, presidente della Don Bosco 2000, che ne mesi scorsi si era espresso con forza in merito alla tematica.

“Accolgo con favore le dichiarazioni del presidente Schifani sullo Ius scholae. È un segnale positivo che anche dalle istituzioni regionali arrivino parole di responsabilità su un tema tanto delicato quanto urgente. Da sempre, come Don Bosco 2000, sosteniamo che riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati che hanno completato un percorso scolastico nel nostro Paese è un diritto fondamentale, che si lega ai valori costituzionali di uguaglianza e dignità umana” ha detto Agostino Sella.

Inoltre il presidente dell’Associaizone che danni si occupa di inclusione e immigrazione ha aggiunto: “lo Ius scholae non è solo una questione tecnica, ma uno strumento concreto per rendere l’Italia un Paese veramente inclusivo, capace di riconoscere come propri quei giovani che già oggi contribuiscono alla nostra società e ne condividono i valori. Auspichiamo che alle parole seguano fatti concreti, affinché si possa colmare finalmente un vuoto di diritti che riguarda migliaia di ragazzi e ragazze che considerano l’Italia la loro unica casa”.

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