Non si placa il botta e risposta in atto a Ragusa tra il consigliere Gaetano Mauro e il sindaco Peppe Cassì sulla gestione della Srr Ato.
Dopo che Mauro è tornato sulla nomina di Peppe Cassì a presidente del CdA dichiarando: “È inconferibile, lo ha confermato l’Autorità nazionale anticorruzione il 5 febbraio 2025. Ora non ci sono più alibi: Cassì deve prenderne atto e rassegnare immediatamente le dimissioni. Tutti gli atti adottati sotto la sua presidenza potrebbero essere viziati da nullità”, non si è fatta attendere la replica del sindaco di Ragusa.
Cassì spiega: “L’Anac si è semplicemente pronunciata su un precedente che, a parere di Mauro, sarebbe applicabile anche alla Srr di Ragusa. Un modo di riportare le cose scorretto, ma a cui il consigliere ci ha abituato”.
“Come mai il consigliere Mauro ha tutto questo interesse verso l’incarico che svolgo in Srr che, ci tengo a precisare, non è retribuito ed è stato conferito a seguito di specifico parere favorevole dell’avvocatura provinciale? Come mai un consigliere di Ragusa è contrario al fatto che proprio il sindaco della sua città segua in prima persona un settore così importante? E come mai l’assemblea dei sindaci, cuore di questa società interamente partecipata dai Comuni del territorio, non ha invece mai sollevato obiezioni sul ruolo del sindaco di Ragusa?
Tra l’altro proprio la legge vuole che “gli organi della Srr siano individuati ed eletti fra i soci”. Presidente e componenti del cda della Srr sono quindi individuati tra i sindaci, o loro delegati”. “Mauro tira in ballo anche l’inquadramento del personale della Srr, vicenda che nulla ha a che fare con la precedente, a conferma che il suo unico desiderio sia quello di sollevare fumo e gettare fango”.
Mauro da parte sua controreplica: “Ma perché il Sindaco Cassì non riesce a capacitarsi del fatto che vogliamo il rispetto della Legge? E soprattutto, perché noi riportiamo sempre norme mentre Lui risponde sempre con le teoria del complotto?” insomma, la questione e tutt’altro che risolta.






