“Me ne frego”: la denuncia del Comitato Civico Articolo 32 sulla farmacia dell’ASP di Ragusa in Via Paestum
Il Comitato Civico Articolo 32 torna a denunciare l’inaccessibilità della farmacia dell’ASP di Ragusa, situata in via Paestum e adibita al servizio di assistenza integrativa, protesica ed handicap.
Si tratta di un locale interrato, raggiungibile solo attraverso una ripida scala, con una sala d’attesa inadeguata e posti a sedere insufficienti. Qui, ogni giorno, centinaia di cittadini – per lo più anziani e disabili – sono costretti a recarsi per ritirare ausili e protesi, prodotti dietetici, presidi per diabetici e materiale di medicazione.
Già mesi fa era stata segnalata questa grave criticità, auspicando un intervento immediato. “Ci saremmo aspettati che, dopo la figuraccia di aver installato una pensilina davanti al Giovanni Paolo II sei anni dopo l’inaugurazione, la nostra segnalazione sarebbe stata presa in considerazione. Ma l’ostinata superbia di coloro che dirigono la sanità, grazie ai padrini politici, non conosce ragione neppure dinanzi alla legge” scrive Rosario Gugliotta presidente del Comitato Civico.
A questo punto, i membri del Comitato Civico Articolo 32 si rivolgono pubblicamente direttamente ai parlamentari, ai sindaci, ai rappresentanti istituzionali “che l’11 gennaio si sono accalcati davanti ai fotografi, per confermare che “marcano il territorio” anche dentro il bar dell’ospedale, chiediamo di farsi fotografare davanti le scale della farmacia dell’Asp in via Paestum” aggiunge ancora Gugliotta.
Rosario Gugliotta aggiunge: “Forse qualcuno di loro deciderà di leggere il Decreto del Presidente della Repubblica 503/96, che all’articolo 4 stabilisce chiaramente che “agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a recupero o riorganizzazione funzionale, devono essere apportati tutti quegli accorgimenti che possono migliorare la fruibilità sulla base delle norme contenute nel presente regolamento”. Oppure qualcuno, visti i tempi che corrono, farà installare davanti le scale il cartello “me ne frego”.”







