Il viaggio professione del vittoriese Alessio Crisafulli: dalla BCE alla Banca Mondiale
Le storie belle meritano sempre spazio e sopratutto di essere raccontate. Quella che oggi vi proponiamo ha la voce diretta del protagonista Alessio Crisafulli Carpani, giovane 25enne originario di Vittoria ad oggi cittadino del mondo.
Alessio Crisafulli è un brillante talento siciliano che ha intrapreso un percorso professionale di alto livello, passando dalla Banca Centrale Europea alla Banca Mondiale, dove oggi contribuisce a progetti di grande impatto internazionale. In questa intervista, ci racconta le emozioni vissute nei primi mesi a Washington D.C., l’importanza della cooperazione internazionale e il ruolo sempre più centrale della statistica e dei dati nel mondo del lavoro. Un viaggio che parte dall’Italia, attraversa l’Europa e approda in un’istituzione internazionale.
Alessio, come ci si sente a lavorare per una delle organizzazioni più importanti al mondo come la Banca Mondiale? Quali sono le tue sensazioni dopo questi primi due mesi?
“Onestamente, penso che non scorderò mai quella sensazione che ho provato durante il mio primo giorno, quando sono entrato nella sede principale della Banca Mondiale, qui a Washington D.C. Ho provato un immenso orgoglio e senso di responsabilità, pensando all’impatto che avranno quei progetti in cui sarò coinvolto su Paesi interi. Tutte quelle bandiere appese all’entrata e la scritta sulla parete che si traduce dall’inglese: “il nostro sogno è un mondo libero dalla povertà su un pianeta vivibile”, mi hanno fatto realizzare subito l’entità dell’istituzione in cui stavo mettendo piede. Credo tanto nell’importanza e al valore aggiunto della cooperazione internazionale, pertanto sono davvero soddisfatto della scelta intrapresa. Premetto che ho ancora tanto da imparare, ma poter collaborare con colleghi da tutte le parti del mondo, ascoltando tante prospettive e esperienze diverse, provenienti da regioni che differiscono notevolmente da un punto di vista socio-economico e culturale, mi permetterà di apprendere ancora più rapidamente.”
Una carriera frutto di passione e studio
Fino a qualche mese fa hai lavorato alla Banca Centrale Europea, prima come tirocinante in Statistica e Data Science, poi come Analista. Ci puoi spiegare nel dettaglio di cosa ti sei occupato e come hai vissuto questa esperienza a livello europeo?
“Ho iniziato il tirocinio durante il mio ultimo anno di magistrale, nel dipartimento di statistica economica e monetaria alla BCE, lo stesso in cui sono stato successivamente promosso ad analista. Mi occupavo della produzione di statistiche e indicatori bancari armonizzati dell’area dell’Eurosistema, informazioni connesse con il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Questa esperienza mi ha dato la possibilità di applicare tecniche di analisi attraverso software statistici e sviluppare strumenti per identificare anomalie e, allo stesso tempo, di conoscere i quadri normativi che regolano il settore bancario in Europa”.
“Sono convinto sia stata la migliore esperienza che potessi fare per iniziare al meglio la mia carriera, seppur il primo periodo non è stato facile tra gli ultimi esami universitari e scrivere la tesi magistrale. Il lavoro di una banca centrale è super interessante, inoltre la cooperazione a livello europeo è sicuramente un valore aggiunto; ho apprezzato tantissimo le interazioni con i colleghi da tutte le parti d’Europa.”
Essenziale sapere manipolare e lavorare i dati
Hai svolto attività di ricerca statistica: qual è il tuo rapporto con i numeri? Pensi che le competenze statistiche siano sempre più essenziali nel mondo del lavoro? Consiglieresti ai giovani che si affacciano agli studi universitari di seguire un percorso simile al tuo?
“Oggigiorno, qualsiasi cosa facciamo, che sia in rete internet o no, produciamo dati e informazioni che verranno utilizzati da istituzioni e imprese, per tantissimi scopi diversi. Ad esempio, non è un caso che in certe applicazioni ti venga consigliato un prodotto simile ad un altro che hai già visto, ma avviene con una certa probabilità numerica. Pertanto penso sia essenziale saper manipolare e lavorare con i dati, a prescindere dal settore di lavoro. Che tu lavori all’Istat o no, molto probabilmente ti verrà chiesto di lavorare con dati.”
“Consiglio vivamente di intraprendere un percorso di studi in statistica, o comunque un corso di studi quantitativo. Molti di noi siamo passati da quella fase in cui non sappiamo ancora cosa fare dopo la maturità, però nel caso si abbia voglia di proseguire gli studi, iniziare con una triennale in statistica può essere molto utile. È una scienza che viene usata tanto in molti settori dall’economia e finanza, fisica, biologia, psicometria, epidemiologia etc. Di conseguenza, può essere d’aiuto anche a capire in cosa si ha voglia di specializzarsi in un secondo momento”.
Lo studio all’estero un’esperienza arricchente
Dando un’occhiata al tuo profilo LinkedIn, emerge un percorso internazionale di grande valore: hai studiato a Bologna, hai partecipato al programma Erasmus+ in Spagna e in Francia e hai conseguito il prestigioso European Master of Official Statistics. Quanto è stato importante per la tua formazione accademica e professionale andare oltre i confini nazionali? E in che modo questa esperienza ha influito sulle tue competenze, sia tecniche che personali?
“Andare oltre i confini nazionali ha contribuito tantissimo alla mia formazione accademica e alla mia crescita personale. A livello accademico è stato molto utile anche per adattarsi a metodi di studio diversi. Per esempio, in queste esperienze ho potuto svolgere più progetti pratici che teorici, permettendomi di migliorare le mie competenze tecniche, seppur ritengo che il livello di istruzione in Italia resti generalmente superiore. Inoltre, mi ha permesso di imparare lo spagnolo e il francese, oltre a migliorare il mio livello di inglese, competenze molto importanti alla BCE, ma soprattutto qui alla Banca Mondiale. Mi ha anche permesso di conoscere e rendermi conto delle differenze culturali e strutturali di questi Paesi, fattore che ritengo molto importante per avere una conoscenza generale di altri Stati dell’Unione Europea. L’Erasmus+ è un progetto eccellente, anche perché mi ha permesso di sviluppare queste competenze aggiuntive parallelamente ai miei studi universitari e quindi di accorciare le tempistiche”.
Non è sempre scontato adattarsi a circostanze nuove
Nel tuo percorso hai mai avuto momenti di esitazione o difficoltà? Se sì, cosa ti ha spinto ad andare avanti e a superare eventuali paure?
“Assolutamente sì. Più che esitazioni, ho avuto momenti di difficoltà costantemente, e sinceramente anche quest’ultimo non è stato un periodo molto facile. Seppure disponga di un elevato senso di adattamento, non è sempre scontato adattarsi a circostanze nuove. Ho già vissuto in 4 Paesi diversi, e ogni volta ho dovuto ripartire da zero, includendo anche conoscenze e amicizie. Non è mai facile stare lontano da casa, dalla famiglia e affetti, a maggior ragione adesso con una differenza di fuso orario importante. Però ho sempre avuto chiaro due cose: il desiderio di conoscere e la determinazione nel superare i miei limiti. Approfittando della mia giovane età, questo è stato il momento migliore per uscire dalla mia zona di comfort e arrichire il mio bagaglio di esperienze. Sono anche estremamente grato a chi ha sempre creduto in me, alla mia famiglia e ai miei amici per avermi sempre supportato e motivato durante tutti questi anni”.
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