La società civile di Modica si occupa di “dissesto”. Spietata l’analisi dell’ex sindaco Di Martino

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I cittadini modicani pagheranno 9 milioni l’anno per 20 anni per rientare dal debito e risanare il Comune

Ieri sera, nutrito e partecipato incontro presso la Domus S. Petri, organizzato da varie Associazioni (ModicAltra, Auser, Biribillie, Dialogo, Difesa del cittadino, IpsoFacto, Suolo urbano, Scuola formazione V. Failla) sul tema di grande attualità nella nostra città, Modica, riguardante il dissesto politico ed amministrativo conclamato lo scorso 30 gennaio.


Sono emersi nel corso del dibattito, introdotto da una relazione dell’ex sindaco Franco Di Martino, numerosi spunti di riflessione ed analisi tecnica e politica di come si è giunti a questo gravissimo momento storico per la nostra Città e soprattutto di quali potrebbero essere le ripercussioni a livello cittadino, per tutta una serie di provvedimenti che chiederanno ingiunzioni anche legali per il recupero di somme dovute a titolo diverso al Comune.

Probabile, ad esempio, la maggiorazione di alcuni indici riguardanti il pagamento della Tari, dell’Imu, ma anche di altre tasse che riguardano la erogazione deli servizi civici, ivi compresi i costi dell’acqua che, attualmente recuperati dalla Creset, stanno producendo richieste di cifre da capogiro, per incapacità di controlli incrociati tra quanto già pagato dai cittadini e il richiesto ingiunto. Bollette e azioni che meriterebbero delle denunce per vessazione.


Si tenga conto anche che decine di piccole e medie imprese che hanno erogato servizi privati decine o centinaia di migliaia di euro non potranno avere indietro che pochi “spiccioli” e quindi rischiano anche loro la bancarotta.


Modica pagherà lo scotto di una amministrazione disonorevole di Abbate con 9 milioni di euro l’anno per venti anni. Cioè pagheremo noi cittadini per la sua totale incoscienza (o coscienza interessata) e mefreghismo”, ha detto Di Martino.


La cosa più interessante emersa durante i pur brevi, ma numerosi interventi (Piero Carpenzano, Maurilio Assenza, Giuseppe Iemmolo, Giovanni Avola…) è che, dopo questo primo approccio, ne seguiranno altri con l’intento di proporre un “cantiere” di proposte idee per il cambiamento, la “ricostruzione”.”


Dopo quanto accaduto negli ultimi 12 anni, attraverso le sciagurate amministrazioni di Abbate e Monisteri, è necessario che la città tutta, ivi compresi i sostenitori dei due dissestanti, si rendano conto che è necessario un recupero del senso della cittadinanza e della socialità al di là degli interessi piccoli e meschini di individui che hanno appoggiato la politica dei due, quasi in una sorta di scambio elettorale, un “do ut des” , che nulla ha a che fare con il senso della solidarietà di una città, che, come tante altre città italiane, versa in una situazione penosa di disagio economico, sociale e culturale, per i mutati stili di vita e squilibrio nelle politiche del mercato produttivo e distributivo.


Il dibattito, quindi, continuerà e la cosa più importante è che, come ha sottolineato l’ex sindaco Di Martino, che dai prossimi mesi in poi avverrà un capovolgimento di alcune linee di principio.

“Vale a dire – come scrive il prof. Piergiorgio Barone che ci ha fatto pervenire questa nota – che se fino ad oggi a Modica, come in tanti altri luoghi d’italia, il potere economico, finanziario, politico ha schiacciato le idee, la progettualità della nostra cittadinanza, dai prossimi incontri potrà e dovrà far emergere idee, sensate esperienze per una nuova progettualità che dia luogo ad una generazione di cittadini che non attendono decisioni dall’alto, dalla stanza dei bottoni, piuttosto che siano ascoltati, per chiedere, proporre, elaborare e rielaborare insieme (la “maieutica” di Don Lorenzo Milani, Danilo Dolci, Paulo Freire e lo “sguardo dal basso” di Dietrich Bonhoeffer) una progettualità che sia utile non soltanto per noi oggi, ma anche per le generazioni future, affinché Modica torni ad essere vivibile, a misura di uomo, soprattutto di giovani impegnati”.


Quindi, una politica che parta dalle esigenze vere e reali dei cittadini che vivono la problematica del luogo dove abitano, che vivono la problematica della necessità dei servizi, dal quartiere, alla scuola, dalle strade agli acquedotti, dalla depurazione delle acque ecc. E, soprattutto, per una particolare attenzione.

Si ringrazia il prof. Piergiorgio Barone per il contributo fornito.

Le foto di copertina e del servizio sono di Giovanni Antoci

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