L’atto vandalico commesso ai danni della statua della Resistenza che lo scultore Salvo Monica volle collocare in Piazza Unità d’Italia ad Ispica ha suscitato numerose reazioni su tutti i fronti e da tutte le forze politiche e sindacali che hanno condannato duramente questo episodio.
“Nessuno- dichiara il sindaco Innocenzo Leontini-si può permettere di oltraggiare un simbolo inviolabile della nostra storia democratica”.
Intanto il Sindaco ha formalizzato la denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Ispica, esprimendo fiducia sull’esito positivo delle attività di indagine condotte dagli uomini guidati dal Luogotenente Cazzin e congiuntamente dagli agenti della nostra Polizia Locale.

“Come più volte affermato-prosegue Leontini-questa Amministrazione non raccoglie l’occasione per rispondere a sterili attacchi politici. Il valore della resistenza è fondante, il biasimo delle istituzioni è disgregante. In certe occasioni il silenzio della concretezza è più prezioso degli schiamazzi della propaganda”
Anche l’assessore Dibenedetto assicura che grazie all’ausilio delle telecamere si sta lavorando all’individuazione di chi ha compiuto questo ignobile gesto “Abbiamo già acquisito le immagini che sono oggetto di indagine e siamo certi che presto si arriverà ad una svolta”
La reazione dell’ANPI di Ispica
Per l’Anpi di Ispica quello che è successo “Non è una bravata, non è leggerezza, non è stupida inconsapevolezza. È un atto violento e aggressivo, è uno sfregio che colpisce al cuore la Città”
L’Anpi ricorda che “Il Monumento alla Resistenza esiste in tutte le città italiane, è il ricordo di quello che è stato, il simbolo del sacrificio che la libertà ci ha richiesto, è un monito, per la memoria di chi c’era e per il futuro di chi non ha visto ma non può non sapere.
Noi non possiamo non sapere, non possiamo non conoscere. Noi non possiamo pensare che quella statua non sia anche nostra. Che reagire a tutto questo non sia una nostra precisa responsabilità. La violenza più oscena è sempre preceduta da centinaia di “ragazzate”, che una dopo l’altra anestetizzano le coscienze rendendoci sempre più confortevole l’indifferenza, finché arriva un punto in cui nulla può più sconvolgere l’animo della gente.
È in questi casi che abbiamo il dovere di dimostrare che l’indifferenza non ci appartiene. La salute di una comunità si misura anche sulla sua capacità di indignarsi di fronte a un atto del genere. E di non accontentarsi di qualche minuto di indignazione. Agiamo”
La nota della Cgil
La CGIL di Ragusa ha sottolineato che si tratta di un gesto inqualificabile, un’offesa alla memoria collettiva e ai valori democratici su cui si fonda il nostro Paese “Questo atto – dichiara Giuseppe Roccuzzo, segretario generale della CGIL di Ragusa – non è solo un atto di inciviltà, ma il sintomo di un clima e di una tensione che ci preoccupa profondamente. È inaccettabile che si colpiscano simboli che rappresentano la lotta per la libertà e la giustizia, valori che dovrebbero essere patrimonio di tutti.”
La CGIL di Ragusa fa appello a tutte le forze democratiche della provincia affinché rimangano vigili e non abbassino mai la guardia. “L’indifferenza – prosegue Roccuzzo – è la vera sconfitta della democrazia. Per questo, chiediamo con forza che le istituzioni e la società civile reagiscano con determinazione, perché non possiamo permettere che simili atti restino impuniti o, peggio ancora, vengano sottovalutati.”
La CGIL di Ragusa esprime solidarietà alla comunità di Ispica e invita cittadini e associazioni a unirsi in difesa della memoria storica e dei valori della Resistenza, affinché episodi del genere non si ripetano mai più.






