Iva Zanicchi nel Sanremo del 2009 cantava: “Ti voglio senza amore, ti voglio senza niente”. Questa frase sembra racchiudere molto bene la prima serata di Sanremo che ieri è andata in onda.

Tutto molto veloce, tutto molto rapido, tutto negli schemi. È vero che non si giudica un libro dalla copertina e che non vanno fatti i paragoni con il passato. Sembra ad un primo sguardo che la serata di ieri sia “filata troppo liscia” senza nessun guizzo, e non è un rimpiangere i vecchi tempi, lungi da me rievocare pensieri che possano richiamare un “quando c’era lui (Amadeus) si stava meglio”, perché sono Festival diversi e modalità diverse.
Sanremo non è solo una gara di canzoni
È vero che il protagonista del Festival sono le canzoni, e questo non si discute, ma sappiamo benissimo che Sanremo è tutto lo show. Non è solo una gara di canzoni è un po’ lo specchio del paese. C’è da dire che era la prima serata e che c’era tanta emozione e credo anche ansia da prestazione anche da parte di chi questo mestiere lo fa da tanti anni come Carlo Conti.
Bisogna puntare alla qualità e non alla quantità
È anche vero che il Festival va visto nell’intero di tutte le serate e non in una sola serata. Una riflessione però va fatta; è davvero così necessario arrivare a 30 (29) cantanti in gara? Ora se tutte e 30 (29) le canzoni fossero canzoni impegnate, dai testi forti e incisivi lo potrei anche capire; ma visto che più della metà delle canzoni ascoltate ieri parlano di amore mi chiedo se non sia il caso, per i prossimi anni, di non puntare alla quantità ma alla qualità. Questo non per dare più spazio allo show rispetto alle canzoni ma per dare il giusto peso alle canzoni, perché voglio vedere chi è rimasto sveglio all’una e 10 per vedere i The Kolors che hanno chiuso la kermense canora. Magari con un numero minore di canzoni e più spazio anche ai vari interventi, e perché no anche a qualche polemica, permetterebbe di avere più attenzioni a tutto il calderone che è Sanremo
Presto per dare un giudizio
Non mi sento in grado di dare un primo giudizio sulle canzoni perché si sa che le canzoni hanno bisogno di tempo e di essere ascoltate più volte. Ci vuole tempo per ascoltare 29 canzoni (quasi due ore!) alcuni testi ti prendono subito come quelle di Cristicchi, di Brunori. Troppo presto per dare un giudizio. Grande guizzo ieri quello di Jovanotti che ha portato un po’ di vita e vitalità
Infine, fatto questo preambolo ci auguriamo che oggi il buon e bravo Carlo Conti si sciolga un po’ aiutato anche da chi lo affiancherà. Speiramo che sia più libero dal dire “dai dai, andiamo avanti” e si goda, e ci faccia godere, la serata.






