Appello sul cimitero di Modica, il vescovo Salvatore Rumeo risponde al prof. Barone

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Ieri sui social imperversava una lettera aperta al Vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo, sulla questione annosa del Cimitero di Modica, dove da anni oramai è impossibile visitare i propri cari in alcuni loculi inagibili.

A scrivere la lettera aperta è stato il prof. Piergiorgio Barone, il quale si è appellato questa volta al Vescovo di Noto, dopo numerosi appelli alle autorità politiche ed amministrative rimaste inascoltati. Nella missiva Barone compie una lunga parabola, raccontando al presule netino la lunga storia che da decenni riguarda gran parte dei modicani, dal dissesto della Cooperativa Di Vittorio con circa 4000 loculi al rimbalzo di responsabilità e promesse mai mantenute in cui si è assistito in questi anni.

Uno stralcio della lettera del prof. Barone

“Non più un fiore, non più una lampada o una candela; non più una preghiera o un bacio dinanzi a quelle lapidi” scrive Piergiorgio barone. “Con raccolte di firme, richieste di incontri, mail pec, lettere raccomandate, ci siamo rivolti al sindaco protempore, il sig. Ignazio Abbate, all’attuale sindaca signora Maria Monisteri, due anni fa anche alla commissaria straordinaria signora Ficano.  E poi agli assessori al ramo per un intervento di recupero e salvaguardia”.

Inoltre spiega Barone: “solo il Genio Civile è intervenuto e ha ordinato al Comune un transennamento che doveva essere di tutto l’adiacente viale San Massimo. Purtroppo, si è giunti a questo punto per l’incuria della Società cooperativa Di Vittorio che doveva gestirla e che è stata smantellata nei suoi organi amministrativi, mostrando come tutti gli utili realizzati con la vendita di circa quattromila loculi erano finiti nelle tasche di privati. Nulla era stato ammortizzato, messo da parte, per interventi ordinari e straordinari, con buona pace dell’amministrazione comunale che non ha controllato l’operato”.

La risposta del vescovo di Noto

Stamane il Vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo, ha deciso di rispondere alla lettera del prof. Barone, “Mi rallegro della Sua fede e della Sua attenzione alla Buona Novella come mi rallegro, da Vescovo della Chiesa di Noto, della fede, della devozione e della testimonianza cristiana del popolo santo di Dio che vive a Modica. Come uomo, cristiano e vescovo credo molto nella “dignità dei defunti” e di chi è ancora in vita, viandante animato dalla speranza.”

Nella sua lettera, il vescovo, compie una riflessione sulla tematica sollevata ampiamente da Barone. Infatti mons. Salvatore Rumeo scrive: “a dire il vero la problematica legata al Cimitero non è riconducibile solamente agli ultimi “otto anni”. Se ci sono delle inadempienze e responsabilità bisogna andare indietro nel tempo. Molto indietro. Perché la problematica emerge soltanto adesso? Ora la questione riguarda tutti: amministratori e non”.

Nella lettera Barone richiama l’evento del 2 novembre scorso, quando mons. Rumeo ha presieduto la benedizione della nuova Cappella Cimiteriale, infatti il vescovo di Noto specifica: “Intanto ho ritenuto necessario presentare alla benedizione della nuova Cappella Cimiteriale. Il cimitero, infatti, è luogo di preghiera e di offerta del sacrificio vivo e vero dell’Onnipotente”.

Modica ha bisogno di ritrovare serenità

Inoltre mons. Rumeo nella sua risposta all’appello lanciato dal prof. Barone specifica: “non ho mai messo in discussione il ministero e l’operato pastorale dei sacerdoti, vecchi o giovani che siano e siccome sono anche il vescovo dei vivi, con la presente mi dai l’occasione per ribadire che Modica in questo momento ha bisogno di ritrovare la giusta serenità e come pastore sono molto preoccupato per le problematiche che in maniera non del tutto “invisibile” attraversano la vita dei nostri ragazzi e sono solo poche le voci autorevoli modicane che segnalano la drammaticità del momento. C’è molto silenzio! Non si può far finta di niente!”

L’impegno per Modica e per l’intero territorio della Diocesi

Nella sua risposta il vescovo di Noto si dichiara aperto al dialogo e al lavoro di squadra per spendersi a favore di Modica e sopratutto di tutto il territorio della Diocesi. Infatti aggiunge: “Ho dialogato con i sacerdoti – li ringrazio per come si spendono ogni giorno per gli altri -, con diversi dirigenti scolastici e con le autorità civili e militari. Sentiamo la necessità di intervenire con una certa urgenza. Prossimamente riprenderemo a dialogare (“Io sono Mediterraneo”) con le autorità civili dei 9 comuni della Diocesi per progettare interventi a favore delle nuove generazioni”.

Infine il vescovo assicura attenzione per la questione, “non dimenticando che da giugno 2025 metteremo mano, a conclusione del Sinodo della Chiesa Italiana, al nostro piano pastorale diocesano, strumento indispensabile per una vera riforma della Chiesa! A giorni, comunque, mi recherò a Modica per confrontarmi con le autorità competente sulla questione del cimitero!”.

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