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Prenotare una visita: l’Odissea di Manuela ed il “ridicolo” sistema informatico dell’ASP di Ragusa

Forse è più facile scovare un evasore che riuscire a registrarsi all’ASP di Ragusa. E’ l’amara constatazione del Comitato Civico Art. 32 dopo l’ennesima denuncia di un utente: la signora Manuela.

Com’è noto, già da tempo opera in Italia una speciale struttura denominata “unità integrata permanente” costituita da uffici dell’agenzia delle entrate costantemente collegati con la Guardia di Finanza.  In sostanza si incrociano le posizioni bancarie, le registrazioni all’agenzia delle entrate e tramite il codice fiscale il cittadino è monitorato nel rapporto con la pubblica amministrazione.  

Quando però si tratta di garantire certi servizi ai cittadini tutto inspiegabilmente si complica. E’ il caso della signora Manuela D. che dal luglio 2024 ha regolarmente trasferito la propria residenza da un comune lombardo ad un comune della provincia di Ragusa. 

La signora soffre di una  patologia legata alla tiroide e pertanto periodicamente deve effettuare una visita endocrinologica. Va sottolineato che la signora in questione ritira regolarmente i farmaci prescritti dal medico di base. Quando però lo stesso medico prescrive la visita endocrinologica ecco che il sistema va nel pallone. In una dichiarazione sostitutiva di certificazione, allegata al messaggio inviato al Comitato Civico Articolo 32 diventato un punto di riferimento per chi non riesce a far valere i propri diritti in tema di salute, la signora illustra la propria incredibile e vergognosa odissea. 

Al primo tentativo di prenotare la visita in farmacia gli viene risposto che il suo codice fiscale “non è censito” (!!!) e viene indirizzata al CUP di Ragusa. Allo sportello CUP la signora viene sbrigativamente  respinta con la stessa motivazione e invitata a recarsi presso gli uffici Asp di via Dante. Il racconto  della persona interessata dimostra che gli uffici ASP di via Licitra non sono in grado di comunicare e scambiare informazioni con gli uffici di via Dante costringendo gli utenti a fare la spola.

 Successivamente la signora  si reca in via  Dante, ottiene la conferma di essere regolarmente censita, gli rilasciano una copia del libretto sanitario, e indirizzata a tornare a prenotarsi. Come una pallina di ping-pong, sballottata di qua e di là e torna in farmacia con il documento rilasciato dall’Asp. All’ennesimo tentativo ancora una volta il sistema rifiuta la prenotazione.

Il Comitato ha invitato la persona interessata, e i suoi familiari, ad evitare gesti estremi di esasperazione promettendo di rendere pubblica la vicenda e sperando che qualcuno si renda conto di un sistema informatico aziendale al limite del ridicolo. A meno che, anche in questo caso, dichiara il presidente del Comitato Rosario Gugliotta, si conferma quella strategia che induce le persone a rivolgersi alle strutture private per semplificare le cose oppure a rinunciare alle cure.                       

  

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