Che fine ha fatto l’on Ignazio Abbate? Che fine hanno fatto le sue conferenze in pompa magna e le sue dichiarazioni su Facebook? Sparito nel nulla, nemmeno due parole per la sua città e per il dissesto-disastro che ha lasciato.
Nemmeno due parole per la sindaca che pur di difenderlo anche quando era indifendibile adesso si sta prendendo improperi anche per non averlo mandato a quel paese prima. Un paradosso.
Ma lui tace, lo ha sempre fatto in questi anni, parla solo delle cose che gli interessano, delle cose che gli portano giovamento. Il resto va taciuto perché, come diceva Andreotti, se si risponde, se ne parla due volte.
Ma questa volta è diverso, questa volta i numeri sono impietosi e certificati che non possono essere compensati con quelli sciorinati qualche giorno fa nella conferenza stampa proprio in quella stanza che ha occupato per dieci anni, approfittando dell’assenza della sindaca Maria Monisteri. Le polemiche per questo sgarbo istituzionale sono note e non hanno cancellato i numeri in negativo che sono stati generati sempre da quella stanza e che ora sono sotto gli occhi di tutti, con un solo obiettivo: raggiungere un traguardo, quello che i cittadini, gli hanno permesso di raggiungere.
Dopo di che il silenzio assoluto dell’on. Abbate che avrebbe potuto, dopo i vari passaggi in giunta per certificare il dissesto prossimo futuro, degnare i modicani di un suo intervento, di una sua dichiarazione. Invece muto come un pesce, impegnato più a fare dimenticare che ricordare.
C’è chi si aspetta, alla Tortora: dove eravamo rimasti?! Nulla, silenzio. Partendo magari da quel famoso 7 maggio 2022, data storica ed ultima sua dichiarazione sullo stato delle finanze del Comune. Bugie sacrosante o verità di comodo? Qui sotto la dichiarazione, da cui Abbate dovrebbe ripartire per spiegare i buchi di bilancio e il baratro del dissesto.

Perché diciamolo, pure adesso, l’impressione che si coglie è che tutti facciano finta che nessuno lo abbia votato, invece non si può rinnegare quello che è stato, bisogna accettare di aver preso un abbaglio e pure forte. Ma oggi insieme a lui sono scomparsi i leoni da tastiera, nessun post a sua difesa, oggi il gigante non sembra più così gigante e i nani iniziano solo ad essere persone normali.
Certo è ovvio che non basterà così “poco” (120 milioni di buco) per mettere in dubbio la figura del neo onorevole che di milioni in città, anzi in tutta la provincia, ne ha fatti arrivare, e tanti, anche se la percezione della sua azione è cambiata; si è insinuato il dubbio (che per alcuni è stato certezza fin da subito) che il suo interesse per Modica è una sorta di compensazione, per alleviare il dolore prossimo futuro dell’economia locale.
Perché è vero che ogni politico fa qualcosa per un tornaconto personale ma c’è anche chi per fortuna amministra la propria città con amore e passione e Modica, dobbiamo ammettere che fino all’era di Abbate ha avuto amministratori che pur con i loro limiti e difetti hanno avuto a cuore il bene della città ed infatti Modica se oggi è conosciuta in tutto il mondo, non è certo tanto per merito di Abbate ne tanto meno della sua azione, anzi i detrattori sostengono, che ha fatto fare cento passi indietro a questa città.
Ma, la sensazione che si coglie nel silenzio che fa “rumore” di Abbate, è la sua narrazione da corridoio.
La responsabilità del dissesto, viste le dichiarazioni del 7 maggio 2022, è tutta della sindaca Maria Monisteri. E’ lei che deve rispondere alla Corte dei Conti delle cose non fatte e delle inadempienze. Abbate, addirittura, è pronto per aiutarla, per evitare ulteriori danni, magari mettendoci una buona parola.
Siamo al paradosso, che mette la sindaca in una condizione singolare, quella di rimanere isolata, tra due fuochi. Tra Abbate che non la sostiene e la maggioranza consiliare che al primo “segnale” la mollerà.
In buona sostanza il silenzio di Ignazio Abbate, vuole dire questo. A costo di uscire per un po’ dai radar, l’ex sindaco non ammetterà mai sue responsabilità sulla gestione finanziaria del Comune che ha amministrato per nove anni
Una cosa è certa attendiamo un cambio di passo da questa amministrazione: perché non si può pensare che la giunta comunale resti ingessata. Sotto traccia, da una parte si sostiene che all’interno della giunta non continuino ad amministrare uomini e donne che fanno riferimento all’on Abbate, e dall’altra parte che gli assessori dell’area Monisteri vengano sostituiti. Poi c’è chi sostiene che occorre fare ricorso, magari, a persone esterne che sappiano come si amministra un comune e soprattutto un comune in dissesto. Non è più possibile tenere nomi solo di facciata che non hanno la minima idea di come si faccia questo mestiere.
E allora che la sindaca faccia pulizia ove possibile, anche se oggettivamente, non ce ne voglia, la soluzione migliore sarebbe quella di andare tutti a casa ma sappiamo che questo è solo un’utopia, e magari potrebbe essere proprio una strategia dell’ex sindaco Abbate.
Nel frattempo, on.le Abbate se ci sei batti un colpo!






