Golden Power in Italia, che cos’è e perchè se ne parla?

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L’applicazione storicamente un insuccesso

Il Golderpower , di fatto, è uno strumento in mano al nostro governo per decidere sul passaggio di proprietà di aziende strategiche a soci stranieri, e diciamo anche a livello endogeno.

di Salvatore G. BLASCO

Esempio il caso che in questi giorni occupa le pagine di molti quotidiani: cioè Unicredit-Bano Bpm. E’ un caso che oggi tutti ne parlano. Ma è anche vero che pochi sanno che cos’è.

     In poche parole c’è stato un’offerta di Unicredit per scambiare i titoli della Banca  nata dalla fusione tra Banco popolare e Banca popolare di Milano.

     Da questa operazione  potrebbe nascere un colosso bancario europeo. Insomma questo è  il soggetto creditizio che potrebbe ( diciamo potrebbe . . . ) prendere corpo dall’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit.

     Parliamo, in questo caso di una operazione da capogiro di ben 10,1 miliardi di euro.

     Trattasi della stessa operazione che la Banca milanese ha messo in piedi parallelamente a quella presentata, lo scorso settembre, in Germania per acquisire Commerzbank.

     Se andasse in porto si tratterebbe di fatto del secondo gruppo bancario nazionale dopo Intesa Sanpaolo per presenza sul territorio con 97 mila dipendenti, 4763 sportelli e oltre 19 milioni di clienti.

Oggi, constatiamo che dopo tanto tempo , il risiko creditizio, in letargo da tempo si è di colpo e improvvisamente messo in moto.

     L’Ops su Bpm, lanciata a sorpresa da Unicredit, ha dato fuoco alle polveri. Altro che letargo bancario. Tutto questoha creato tanto malessere e scompiglio alla politica “ lumbard” della Lega di Salvini, che invece mirava a costruire un cosiddetto “ terzo polo bancario”.

Per questa operazione di cui sopra il governo, per bocca del ministro dell’economia Giorgetti(Lega ) non ha escluso il ricorso al Golden power,  appunto il potere governativo di veto su operazioni di acquisto o fusione.

A questo punto è d’obbligo chiederci, circa il possibile ricorso di Giorgetti al Golden power, se ci sono o no gli elementi che richiedono un tale eventuale ricordo al Goldonpower?

     L’offerta di Unicredit su Bpm, può piacere  o no, ma è semplicemente un affare di mercato e nient’altro. Dov’è la “ rilevanza strategica” dell’asset ?

     Ricordiamo che la cosiddetta sovranità  va difesa  quando in gioco c’è  il risparmio degli italiani, non la proprietà di una banca.

     Quindi invocare, in questo caso,  il Golden power è meramente fuori luogo.

Comunque non è finita qui.

     Il Ceo di Unicredit Orcel ha dichiarato che c’è tempo fino al prossimo mese di marzo per valutare se migliorare le condizioni.

     Quanto invece a Commerz, secondo Orcel, non succederà nulla prima dell’inverno del 2025.

Concludiamo: Ricorrere al Golden power, in questo caso, è molto poco chiaro, al di là  della natura prevalentemente straniera dell’azionariato di Unicredit, quale sia l’effetto lesivo del consolidamento dal punto di vista della tutela dell’interesse nazionale.

     Per ultimo, ricordiamo a livello storico che statisticamente mosse di questo tipo sono state rarissime:  su 30 casi in cui il Golden power è stato effettivamente esercitato, solo in due il governo è arrivato ad opporsi all’acquisto delle partecipazioni.

     Inoltre, motivare un blocco già di per sé rumoroso, rischia di apparire più una strategia politica di comodo, che non la protezione di un interesse nazionale.

 S.G.B

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