Per anamnesi si intende una raccolta di informazioni e una indagine sui pazienti utili al medico per studiare il caso e definire una corretta diagnosi e terapia.
Facciamo l’anamnesi, non medica , ma economica della fattura che è stata recapitata con il grafico a barre che riporta l’andamento dei consumi.
Ebbene l’altezza delle prime due barre nel periodo interessato dal 01/05 al 31/12/23 rappresentano il consumo d’acqua medi giornalieri di 0,22 riferiti ad otto mesi ; il successivo periodo interessato dal 01/01 al 30/06/2024 riporta un consumo giornaliero di 0,45 ,riferiti a 6 mesi, risulta raddoppiato il consumo pur non essendo stata fatta nessuna lettura del contatore da parte dei dipendenti del Gestore .
Ad un controllo accurato del contatore i mc non corrispondo a tali consumi riportati nella bolletta.
Allora sorge un dubbio , amletico, che le tubazioni in cui scorre l’acqua dalla sede del gestore all’abitazione forse dipende dal percorso? che l’acqua delle tubazioni possa percorrere la strada “dello scorrimento veloce” per giungere a Modica o percorre la cosiddetta strada “vecchia” e transita dal ponte in cui sotto scorre il fiume Irminio e ci sia una falla nelle tubazioni con il riversamento dell’acqua nel fiume, per rimpinguare la carenza di acqua in esso?
Il raddoppio di consumo d’acqua medio giornalieri da 0,22 a 0,45, è stato “diagnosticato” di sicuro dalla sfera di cristallo in dotazione, come apparecchiatura elettronica avanzata, altre spiegazioni non ne esistono.
Si legge che “Il consumo addebitato è relativo alla media storica statistica..”, media storica che risulta elaborata, analogamente a chi è proprietario di un motorino o di una macchina e ne altera la potenza , pur essendo consapevole che ad un controllo delle forze dell’ordine possa essere inflitta una sanzione per questa illecita elaborazione …
Appurata tale anomalia, si vuole sottolineare che la giurisprudenza in merito ai consumi di acqua si è espressa con diverse sentenze nelle quali decide che, il canone relativo al servizio idrico non è una tassa , ma è una tariffa e quindi va addebitato il consumo in base all’effettiva erogazione commisurata al reale consumo effettuato dall’utente, pertanto non può ammettersi alcun calcolo presuntivo , altrimenti mancherebbe la base giustificativa del prelievo e l’ente gestore del servizio godrebbe di un indebito arricchimento e inoltre , si ribadisce, che l’importo da corrispondere da parte dell’utente deve essere quantificato previa misurazione , e si statuisce che almeno una volta l’anno l’Ente preposto deve procedere alla lettura del contatore per verificare i consumi effettivi ed eventualmente procedere al conguaglio. Occorre quantificare l’importo effettivamente dovuto dall’utente , senza dover ricorrere a criteri presuntivi che potrebbero dare risultati diversi e a volte sproporzionati rispetto al consumo effettivo.
La lettura del contatore è un adempimento necessario e deve avvenire almeno una volta all’anno al fine di effettuare i dovuti conguagli e correggere i rapporti di “dare” e “avere” tra le parti.
Solo tale adempimento infatti può determinare gli importi dovuti dal consumatore sulla base dei consumi effettivi e non semplicemente “stimati” nel corso dell’anno. Nel caso esposto non vi è stata nessuna lettura del contatore da parte degli addetti ,né si è tenuto conto dell’autolettura, come da normativa.
Letture di inizio e fine periodo di fatturazione. Il consumo addebitato è relativo alla media storico statistica del Contratto cui Lei è assoggettato – Valorizzazione scalare per fascie dì consumo
Consumo Medio Giornaliero nel periodo 0,4505 mc Consumo Medìo Annuo nel periodo 164,4505, come evidenziato nella foto qui sotto

Giuseppe Spadaro






