Ieri sera, con la celebrazione presieduta da Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto, Don Giovanni Lauretta è stato insediato ufficialmente come parroco della Basilica Santuario Madonna delle Grazie.
Una celebrazione molto partecipata, con la presenza di altri sacerdoti della diocesi: Don Stefano Modica, parroco emerito, Don Antonio Forgione, Don Maurizio Novello, Don Pietro Zisa, Don Peppe Di Stefano, Don Rosario Sultana e il segretario vescovile Don Giuseppe Canonico.
Don Giovanni Lauretta, originario di Pachino, ritorna a Modica, dove ha vissuto gran parte del suo ministero sacerdotale. Il nuovo rettore-parroco, 51 anni, ha svolto il suo ministero, nell’ultimo periodo, nella Chiesa Madre di Scicli, oltre a essere delegato del Vescovo per la Vita Consacrata e la Pastorale Vocazionale.
Alla celebrazione hanno preso parte numerosi parrocchiani, conoscenti e anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Maria Monisteri, il presidente del consiglio Maria Cristina Minardo e l’assessore Cettina Portelli in rappresentanza della città di Scicli.
Il Santuario della Madonna delle Grazie, punto di riferimento mariano in città, è anche un centro parrocchiale molto attivo: catechesi, gruppi carismatici, gruppi di preghiera per l’adorazione, i volontari della Misericordia e Caritas.
La celebrazione si è aperta con un semplice saluto dei parrocchiani, a cui ha fatto seguito la lettura del decreto di nomina da parte del cancelliere vescovile Don Antonio Forgione, in cui è stabilito che Don Giovanni Lauretta è nominato parroco per nove anni.
Mons. Rumeo: “siamo a chiamati a visitare”
Nel corso dell’omelia, il presule di Noto si è rivolto principalmente a Don Giovanni Lauretta in vista del suo nuovo ministero: “L’opera di Don Stefano Modica viene ora continuata da Don Giovanni, che lascia la Chiesa Madre di Scicli. Questo è il segno della comunione profonda. Una parola molto semplice che rivolgo prima di tutto a me stesso e a ciascuno di voi: la vita sacerdotale è legata a uno spazio non solo fisico, ma anche interiore, che è uno spazio infinito”.
Durante l’omelia mons. Rumeo ha ribadito “perché se si è sacerdoti, lo si è per Cristo e non solo per una comunità che ti viene affidata. Si è sacerdoti di Cristo ovunque ci si trova. In questa bellissima città di Modica ti viene consegnato uno spazio fisico, ma c’è uno spazio interiore che siamo chiamati a visitare. Il sacerdote è colui che entra, colui che scruta e colui che legge. Noi siamo stati scelti e prescelti dal Signore; potevamo fare altro, ma il Signore ci ha chiamati a compiere quest’opera”.
A conclusione dell’omelia, Mons. Salvatore Rumeo ha citato anche Don Tonino Bello, augurando in particolare: “Ama l’eucaristia e la povera gente, il resto non conta nulla. Caro Don Giovanni, possa il tuo sacerdozio, in continuità con chi ti ha preceduto, essere segno visibile che Dio continua ancora oggi a visitare il suo popolo”.
Una comunità di suore al servizio della Basilica
Dopo l’omelia, Don Giovanni Lauretta, secondo quanto previsto dai canoni, ha rinnovato le promesse sacerdotali e ha emesso la professione di fede dinanzi al Vescovo e alla sua nuova comunità.
Al termine della celebrazione di insediamento, il Vescovo, insieme a Don Giovanni, ha accolto tre nuove suore che si prenderanno cura della pastorale della Basilica: Suor Pelagy, Suor Virginil e Suor Grace. Le tre religiose appartengono alla Congregazione Suore del Sacro Cuore di Gesù, fondata a Ragusa dalla Beata Madre Maria Schininà. L’apertura della comunità di Modica è la seconda presenza della congregazione nella Diocesi di Noto. All’avvio della nuova comunità era presente anche la loro Madre Generale Ester Mazzara.
A conclusione della celebrazione, Don Giovanni Lauretta, con commozione, ha rivolto alcune parole di ringraziamento e di saluto ai presenti: “Ognuno possa qui trovare il necessario sostegno per continuare il suo cammino. Nel mio animo vi è tutta la disponibilità a continuare e a rendere sempre più questo luogo uno spazio della grazia, dove il Padre incontra tutti coloro che vogliono lasciarsi sorprendere dal suo amore”, ha ribadito Don Giovanni.






