Omicidio di Mohamed Anwer Debich, fermati tre tunisini coinvolti nella rissa di sabato

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Santa Croce – I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Ragusa e della stazione di Santa Croce hanno eseguito il fermo con l’accusa di indiziati di delitto di tre tunisini,

I tre sabato scorso sono stati coinvolti, insieme a un’altra dozzina di connazionali nella max rissa scoppiata durante i festeggiamenti in onore di Santa Rosalia che ha portato alla morte del giovane Mohamed Anwer Debich rimasto a terra ferito mortalmente da un colpo di arma da taglio al cuore.

I tre fermati sono due fratelli di 22 e 25 anni e un loro connazionale di 28 anni e sono stati individuati grazie alle indagini scattate immediatamente dopo il delitto e soprattutto alla visione delle telecamere di videosorveglianza presenti sul luogo dell’omicidio e ad alcune testimonianze di chi ha assistito alla rissa.

I rilievi tecnici effettuati dal personale specializzato del Nucleo Investigativo, hanno permesso di ricostruire minuziosamente e in tempi brevissimi la dinamica e lo sviluppo del tragico episodio delittuoso.

Da quanto trapela, pare che Mohamed, durante la rissa, sia stato colpito al petto da un fendente che non gli ha lasciato scampo. I due fratelli successivamente sono stati aggrediti dal ventottenne che è stato fermato insieme a loro.

Un tunisino di 36 anni, coinvolto nella mega rissa è stato poi trasferito al “Giovanni Paolo II” di Ragusa per essere medicato dopo che durante la rissa è stato colpito alla testa riportando ferite lacero contuse non molto gravi. I sanitari del nosocomio ibleo, infatti, lo hanno medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni.

I motivi della rissa pare siano riconducibili alla spartizione delle plastiche dismesse dalle serre.

Sull’episodio, ieri è intervenuto anche il sindaco di Santa Croce, Peppe Di Martino che ha espresso tutto il suo rammarico per quanto accaduto alla comunità camerinense.

“Sabato – dichiara il Primo Cittadino – doveva essere una serata di festa in onore di Santa Rosalia e, invece, la nostra comunità ha vissuto momenti dolorosi. Ciò che è successo, seppur sia un episodio mai accaduto prima a Santa Croce, ci colpisce e ci turba profondamente. Non appena avuto contezza dei fatti mi sono recato immediatamente sul posto, mettendomi a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine e fornendo tutto il nostro supporto, come Comune alla risoluzione delle indagini. Ringrazio enormemente l’Arma dei Carabinieri per il celere intervento e la magistratura. Il loro lavoro è essenziale per la tutela della nostra comunità e le interlocuzioni costanti con il Comandante Provinciale dei Carabinieri e con il Questore di Ragusa sono testimonianza dell’attenzione per il territorio. Tengo a sottolineare che Santa Croce è e resta una città tranquilla sotto il profilo dell’ordine pubblico. Una città serena e tale deve rimanere. Proprio per questo faremo in modo che un episodio di tale gravità resti isolato e non abbia a ripetersi. Per far ciò il nostro impegno sarà intensificato ma avremo bisogno sempre di più della vicinanza dello Stato. Gli sforzi del Comune sono e saranno accompagnati e sostenuti dalla collaborazione, che c’è sempre stata, di tutte le istituzioni. Una sparuta minoranza non integrata e che non rispetta le regole non può turbare la serenità della cittadinanza e invito la parte sana di Santa Croce e la comunità straniera integrata e rispettosa delle regole a isolare e denunciare chi vuole vivere al di fuori della legalità. Ringrazio la Polizia municipale di Santa Croce che è stata la prima ad arrivare sul posto, insieme alle altre forze dell’ordine che hanno svolto le indagini e che hanno operato fino a tarda notte.

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