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Pozzallo: alloggi Iacp, ancora a rischio sgombero?Il sindaco lasciato solo, le 48 famiglie in attesa

A che punto sta la situazione delle palazzine dello Iacp di Pozzallo?

Lo sgombero delle 48 famiglie, che doveva avvenire in questi giorni, è stato per il momento sospeso ma questo non significa che il pericolo è passato del tutto.

Questa storia, come vi abbiamo raccontato sin dall’inizio presenta due facce, una quella ufficiale fatta di incontri che si sono tenuti in questi giorni e di cui adesso vi aggiorneremo ed una invece nascosta dietro una maschera di ipocrisia dove, tutti sono colpevoli, nessuno escluso. Colpevoli di non dire come stanno le cose realmente spinti da motivi diversi, ma poco cambia perché l’unica cosa che conta è che nessuno dice la verità.

Ieri ci sono state due riunioni in Prefettura, una era stata prevista di mattina ed è stata un incontro più tecnico in cui, come si evince dal verbale dell’incontro, sono state concluse le interlocuzioni con il prof Ing Fabio Neri a cui è stato conferito l’incarico da parte dello IACP in qualità di consulente specialistico universitario come suggerito dal Dirigente Generale della DPRC ing. Salvatore Cocina che in una precedente nota aveva scritto: “la valutazione connessa a nuovi e aggiornati accertamenti tecnici appare necessaria avuto riguardo ai principi di adeguatezza e proporzionalità che impongono all’autorità amministrativa di scegliere una misura capace di limitare il sacrificio del privato entro limiti strettamente necessari”.

L’ing. Cocina nella sua relazione aveva inoltre specificato una cosa molto importante che era necessario “compiere almeno un sopralluogo di accertamento sulle strutture anche per rilevare eventuali quadri fessurativi e altri indizi di dissesto in atto e/o incipienti rifare gli accertamenti perchè non si poteva fare un’ordinanza di sgombero “per tabulas, mediante il mero richiamo a precedenti valutazioni tecniche

Ed è qui, come si dice, che casca l’asino. Perchè le parole di Cocina testimoniano che questo allarme è stato scatenato non da nuovi accertamenti fatti sulla struttura ma su atti emanati negli anni precedenti. Tant’è che lo stesso Cocina chiede di rivedere i documenti che hanno giustificato l’emanazione del provvedimento di sgombero. E allora perché questo allarme, che a quanto pare è fra l’altro ingiustificato, è stato fatto scattare proprio adesso?

Intanto a proposito del sopralluogo di ieri, i tecnici si sono nuovamente recati sui luoghi per “visionare congiuntamente le condizioni esterne dei fabbricati, al fine di condividere le rilevanze visuali riportate dal professore”

Ma quali siano queste rilevanze visuali riportate del professore ovviamente non è dato saperlo. Nessuno risponde alla domanda: “Ma allora il rischio crollo è stato scongiurato?” Tutti ci girano attorno vorrebbero dire di si ma alla fine nessuno si assume la responsabilità di farlo perché dicono “spetta al sindaco revocare lo sgombero”

Ma è davvero così? Lo sgombero se non ricordiamo male, ma ci sono i documenti che lo testimoniano, era stato richiesto dal Prefetto. Per essere più precisi Il Prefetto aveva invitato il sindaco ad emanare l’ordinanza di sgombero e allora ci chiediamo come mai adesso alla luce delle risultanze avvenute nei vari incontri il Prefetto non invita il sindaco a ritirare l’ordinanza di sgombero?

Perché adesso nessuno mette più niente per iscritto e il sindaco Ammatuna deve prendere da solo questa decisione?

A cosa è servita ieri la riunione convocata di fretta e furia in Prefettura a poche ore da quella ‘ufficiale’ che si era tenuta già di mattina? Cosa è emerso da questa riunione? Solo mezze parole come risposta e nessun verbale. Eppure pare che il Prof Fabio Neri abbia detto delle cose importanti che potrebbero cambiare l’esito della vicenda ma se nessuno le mette per iscritto restano solo parole.

Il sindaco Ammatuna, attende di comprendere quale sia la scelta giusta da fare, anche se pare che ci sia qualcuno pronto a denunciarlo se dovesse decidere di sospendere l’ordinanza.

E allora intanto ha chiesto alla Polizia Locale di fare una prima ispezione per comprendere se qualcuno ha già rispettato l’ordinanza ed ha lasciato la propria casa ma la risposta è evidente agli occhi di tutti.

Le 48 famiglie non hanno nessuna intenzione di andare via e allora bisognerà chiamare i rinforzi per farlo perché il Comune da solo non ha le forze necessarie a sostenere questo intervento. Ma davvero permetteranno di arrivare a tanto?

Perché nessuno vuole mettere per iscritto che alla luce delle nuove valutazioni non ci sono le condizioni per dire che le palazzine sono a rischio crollo?  Sarebbe come ammettere di aver fatto una valutazione errata prima? E questa valutazione errata è stata fatta per un errore umano, per uno scrupolo eccessivo o c’erano altre motivazioni che hanno portato a questa situazione? Dove sta la verità?

Quello che traspare in tutta la sua drammatica criticità è la posizione del sindaco di Pozzallo che è stato lasciato solo difronte ad una decisione che non è facile!

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