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Il museo archeologico di Ragusa, sarà intitolato a Biagio Pace. Dipasquale (Pd) avrebbe preferito Antonio Di Vita

Due prestigiosi musei regionali saranno intitolati alla memoria di due studiosi che hanno contribuito ad accrescere la cultura nell’Isola. La giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, ha manifestato il proprio apprezzamento per la scelta di intitolare il Museo archeologico ibleo di Ragusa all’archeologo Biagio Pace e il Museo regionale interdisciplinare di Messina (MuMe) alla storica dell’arte Maria Accascina.

«La scelta di dedicare due importanti istituzioni culturali regionali alla memoria di due illustri accademici che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale dell’Isola – dice l’assessore Scarpinato – è un gesto di riconoscimento e gratitudine che valorizza il loro impegno e il loro lascito nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte».

L’istituzione culturale di Ragusa, quindi, porterà il nome di Biagio Pace, che operò nella prima metà del Novecento nell’ambito dell’archeologia siciliana e iblea in particolare. Allievo di Antonino Salinas e Paolo Orsi fin dagli studi universitari svolti a Palermo, frequentò per due anni la Scuola archeologica italiana di Atene e prese parte a numerose campagne di scavo in Asia Minore, a Creta, Rodi, Cartagine e nel Tibesti libico (Sahara). A lui si devono i ritrovamenti in Sicilia degli antichi insediamenti di Camarina, Mozia, Selinute, della Villa del Casale di Piazza Armerina, oltre a numerosi studi sulla Sicilia bizantina e barbarica.

“Apprendiamo con sorpresa della decisione della Giunta regionale, su proposta dell’assessore Scarpinato, di intitolare il museo archeologico di Ragusa a Biagio Pace: una decisione che riflette l’arroganza e la presunzione di questo Governo regionale che ha deliberatamente scelto di non consultarsi col territorio prima di adottare una scelta così discutibile”. Lo dice Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico all’Ars.

“Ancora una volta ci troviamo davanti a una scelta calata dall’alto – aggiunge il parlamentare ibleo – che arriva come un fulmine a ciel sereno. Nulla da dire sui meriti accademici e sull’attività da archeologo di Biagio Pace, beninteso, ma non possiamo dimenticare che lo stesso è stato anche un politico fascista di alto rango, con una lunga carriera politica e militare, fino a presiedere l’assemblea di fondazione del Movimento Sociale Italiano. Certo, fu un figlio del suo tempo e capisco che in questo particolare momento politico a chi è vicino a certi ideali può fare piacere prendersi certe soddisfazioni – continua – tuttavia da ragusano mi permetto di dare un suggerimento: il museo archeologico di Ragusa, istituito tra il 1958 e il 1959, andrebbe intitolato ad Antonino Di Vita che lo creò. Ecco, questo forse sarebbe emerso se la Giunta regionale e l’assessore Scarpinato avessero messo da parte la solita arroganza e si fossero confrontati con la nostra realtà.
Vero è che i fascisti non esistono più – conclude Dipasquale – ma dobbiamo notare che gli atteggiamenti fascisti rimangono. Certamente non resteremo a subirli in silenzio”.

Non la pensa ovviamente così il Capogruppo di FdI all’ARS, on. Giorgio Assenza che definisce la scelta è un gesto di gratitudine dei siciliani verso due illustri accademici che hanno lasciato un segno indelebile nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte.
“Ringrazio l’assessore e la Giunta regionale- dichiara l’on Assenza-per aver portato a termine l’iter procedurale avviato all’inizio di questa Legislatura. Il Museo archeologico ibleo di Ragusa sarà intitolato al grande archeologo Biagio Pace, di cui è noto il notevolissimo contributo dato allo sviluppo dell’archeologia non solo in Italia e in Sicilia in particolare, ma anche in tutto il bacino del Mediterraneo”.

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