Un anno fa, un appartamento popolare fu aggredito dalle fiamme. Lo IACP ha le mani legate e il Comune fa “orecchie da mercante”
Tutte le storie che si rispettino hanno un inizio e una fine, quella che vi stiamo per raccontare invece ha solo un inizio ma la fine sembra lontana.
Molti dei nostri lettori ricorderanno che a dicembre dello scorso anno, esattamente il 7 dicembre, in un appartamento al quinto piano di uno stabile di edilizia popolare nel quartiere Sorda a Modica, è scoppiato un incendio. Per fortuna nessuno è rimasto ferito gravemente ma le ferite rimaste sono altre.
Infatti, a distanza di quasi un anno, c’è chi non è potuto ancora rientrare a casa. Il protagonista di questa brutta storia è Ignazio Provvidenza, l’inquilino che abitava sopra l’appartamento bruciato al quale fra l’altro la vittima dell’incendio deve la vita grazie al suo pronto intervento.
Verifiche e lavori necessari di manutenzione
La sua casa in realtà non ha subito grossi danni ma, per precauzione, prima di rientrare era necessario effettuare delle verifiche e soprattutto eseguire degli importanti lavori di manutenzione nello stabile, in primis, ad esempio, proprio all’impianto antiincendio che non funzionava.
Ed ecco che da questo momento inizia un’odissea lunghissima che, come dicevamo, ancora oggi non si è conclusa. Infatti, mentre giustamente la signora a cui si è bruciato l’appartamento è stata trasferita in un nuovo alloggio, per il signor Provvidenza, questo non è stato possibile, e ha dovuto darsi da fare in tutti questi mesi cercando una soluzione alternativa a sue spese ovviamente.
Fra l’altro il signor Provvidenza viveva in questo appartamento con la madre gravemente malata, si può quindi immaginare cosa ha significato per lui trovare un posto dove abitare che fosse, almeno, dignitoso.
L’Iacp ha trovato i fondi ma non può intervenire
In tutto questo tempo, intanto, da una parte lo IACP ha provveduto ad eseguire tutte le verifiche del caso e a trovare anche i fondi per effettuare i lavori ma, c’è un “ma” grande quanto una casa, è proprio il caso di dirlo.

Infatti, gli appartamenti interessati, si trovano nei lotti compresi tra il 45 e il 50 dove, moltissimi anni fa, fu realizzato il ‘Contratto di Quartiere’ che avrebbe dovuto riqualificare l’intera zona. Diciamo avrebbe, perché, nei fatti, quelli che erano i buoni propositi con cui fu pensato il progetto, sono rimasti tali, visto che nel tempo, le amministrazioni che si sono susseguite, non hanno fatto niente per portare avanti ciò che era stato iniziato e per cui lo Stato aveva stanziato quasi dieci milioni di euro, di questi 4 milioni sono stati già spesi e il resto è bloccato.
Che fine hanno fatto questi soldi?
Nei dieci anni di amministrazione Abbate non è stato fatto niente, nonostante le continue sollecitazioni dello IACP, per provare anche solo a capire come procedere per portare a termine quello che, di fatto, ad oggi è un ‘cantiere aperto’.
Questo fa si che lo IACP abbia le mani bloccate per poter intervenire ed effettuare i lavori in quanto occorre che il Comune di Modica sblocchi la situazione, una volta per tutte.
La presenza del contratto di quartiere ha anche fatto perdere la possibilità di beneficiare dei vari bonus che i condomini potevano richiedere per i lavori di rifacimento ad esempio delle facciate.
Insomma, una vera e propria condanna, per questo quartiere che avrebbe bisogno di numerosi e delicati interventi di messa in sicurezza. L’incendio, infatti, è solo l’ultimo dei problemi di questi appartamenti che versano in uno stato fatiscente.
Le prime interlocuzioni con il Comune di Modica sono iniziate con il Commissario Straordinario ma poi, anche in quel caso, tutto si è fermato, adesso anche la nuova amministrazione pare stia facendo orecchie da mercante. Da parte sua lo Iacp sta cercando di trovare soluzioni alternative per far rientrare il sig. Provvidenza nella sua casa e rassicura che ciò avverrà presto e che ovviamente non sarà tenuto a pagare le somme di affitto arretrate che nel frattempo sono arrivate.
L’inquilino ha perso la fiducia e non sa come fare
“Ho perso la fiducia ormai non credo più alle parole di nessuno-dichiara amareggiato il sig. Provvidenza- fra poco sarà passato un anno da quando ho lasciato la mia casa e oltre a tutti i disagi subiti c’è anche il problema che l’appartamento disabitato si sta rovinando chi pagherà questi danni? Quando potrò finalmente tornare a casa? Mi dicono presto ma io voglio una data certa sono stanco di promesse non mantenute. Quando è accaduto il disastro l’on Ignazio Abbate è intervenuto assicurando che il Comune aveva messo a disposizione gli alloggi per le famiglie che erano rimaste senza casa. È una menzogna, i servizi sociali non ci hanno mai aiutato anzi al contrario ci hanno reso la vita impossibile chiedendoci di presentare documenti su documenti. Non abbiamo ricevuto alcun sostegno. Credo che non sia giusto trattare le persone in questo modo, senza dignità”
Comprendiamo l’amarezza del sig. Provvidenza e le sue difficoltà e siamo del parere che questa questione ha la priorità su tutto ma, dopo, è necessario che il Comune di Modica faccia almeno sapere quali sono le reali motivazioni perché ad oggi non si è ancora chiuso questo cantiere. Di chi sono le responsabilità? Attendiamo una risposta dai diretti interessati, ex amministratori ed attuali.
Foto di copertina di Giorgio Di Rosa- Esclusiva Il Domani Ibleo







