Il fallimento della “spending review”. Due esempi eclatanti: Tribunale di Modica e Camera di Commercio

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( di Michele Giardina) – Centralizzare, accorpare, appostare … sbandierando l’idea del risparmio che tristi burocrati esterofili del copia-incolla hanno preferito incorniciare con lo stupido (uno dei tanti) inglesismo  “spending review”.

Idea fasulla che non ha funzionato. Delitti incredibili contro le autonomie locali e le peculiarità dei territori sono stati commessi a nome della “spending review”.

Vogliamo parlare della nostra provincia? Due, su tutti, gli esempi eclatanti che riguardano la chiusura del Tribunale di Modica e della Camera di Commercio.

La Corte dei Conti nel 2017 ha decretato in un suo rapporto “il sostanziale fallimento della “spending review” inventata nel tentativo di ridurre il deficit pubblico”.

Purtroppo questo nostro Paese, retto spesso da governi prefabbricati ad uso e consumo di poco chiari interessi europei, per lunghi anni ha dimostrato uno stupido timore reverenziale nei confronti della Francia e della Germania, Paesi europei trainanti, presentandosi spesso e volentieri con il cappello in mano e con la schiena poco dritta.

Atteggiamento sbagliato e controproducente come dimostrato dal nuovo e autorevole approccio avviato oggi dall’Italia con l’Europa che, da parte sua, sta dimostrando di apprezzare molto.

Ma torniamo al fallimento della “spending review” e alle resistenze che ancora oggi si incontrano per eliminare gli ostacoli seminati lungo il tortuoso e negativo percorso tracciato da questa imbecille idea di risparmiare anche a costo di creare pazzesche storture sociali.

Purtroppo certi progetti fasulli, ahinoi, favoriscono la nascita di altri progetti gemelli altrettanto fasulli. Come ad esempio l’annullamento delle autonomie territoriali e il trionfo dell’arroganza dei pesci grossi che, leggendo al rovescio l’idea di fare sistema, immaginano di fare un sol boccone dei pesci piccoli.

Chi crede che per creare un valido sistema aeroportuale fra Comiso, Catania, Trapani e Palermo occorra annullare le capacità operative, di crescita, di marketing e di sviluppo di uno o due di questi quattro aeroporti, commette un gigantesco errore di valutazione e di merito.

La ricchezza di fare sistema è legata alla valorizzazione di ciascun aeroporto da affidare a gestioni autonome che mirino contestualmente a raggiungere obiettivi importanti al servizio dell’Isola e del Paese.

Stessa obiettiva considerazione vale anche per i porti.

Per quanto riguarda il porto di Pozzallo (di cui ci siamo occupati ampiamente), sciaguratamente consegnato ai catanesi dal sindaco Roberto Ammatuna, il discorso ci porterebbe lontano. Ma, inutile ripetersi. La riflessione-base da fare è identica a quella fatta per l’aeroporto di Comiso.

Michele Giardina

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