Deputazione regionale assente, e l’assessorato agli Enti Locali è latitante
( di Michele Giardina) – Sempre più numerosi i sindaci a caccia di segretari comunali e dirigenti. Ma non c’è verso. Beffarda, cruda e negativa la risposta che arriva ogni giorno, tutti i giorni da una realtà burocratica indecifrabile.
E perché mai? Ecco il galoppante punto dolente, di cui, per la verità, politica e istituzioni, diciamolo francamente, non intendono occuparsi.
Inutile ribadire che, bloccata di fatto la macchina amministrativa dei Comuni, le città rimangono praticamente paralizzate.
No drink, no party. Niente dirigenti, niente festa.
Fatto assolutamente grave e senza precedenti, considerato che, per festa, si intende la gestione corretta dell’Ente da amministrare, senza la quale non è possibile garantire e favorire il legittimo percorso economico, sociale e culturale di una comunità comunque impegnata ad affrontare i problemi del vivere quotidiano, sempre più difficili da risolvere.
Fra i Comuni “praticamente al palo” per mancanza di dirigenti anche Pozzallo. Meglio dire … Pozzallo in primis.
“Il Prefetto mi ha garantito – questa la dichiarazione del sindaco Roberto Ammatuna rilasciata qualche mese addietro – che a giorni avremo due dirigenti a scavalco provenienti uno da Vittoria e l’altro da Ragusa”.
Bene. I due dirigenti sono arrivati. Ma dopo un mese, non hanno più voluto saperne di mettere di nuovo piede al Palazzo di Città. Difficile o facile immaginare il perché di questo rifiuto, ma la cosa non ci interessa. Strano però che questa situazione in negativo nella quale è precipitato il Comune di Pozzallo non faccia neanche il solletico alla politica e alle istituzioni.
La deputazione iblea è chiamata a sparare un colpo. Anche a salve. Il silenzio è sempre la scelta peggiore. Discorso valido soprattutto per l’assessorato regionale agi Enti locali e per la presidenza della Regione.
Tutto normale quello che succede da queste parti? La città è praticamente bloccata. Bilancio ancora da approvare. Programmazione inesistente. La speranza è che ai primi di agosto (relazione dei revisori dei conti permettendo) venga approvato il Bilancio. E poi? Chi dovrà firmare, giusto per fare un esempio, atti e gare da espletare per salvare in extremis la Sagra del Pesce che l’assessore al Turismo, Raffaele Monte, immagina di poter realizzare a fine agosto?
Feste a parte, la città che lavora e produce riguarda soprattutto i commercianti, i titolari di attività turistiche, gli artigiani, i cantieri, gli operatori portuali, le attività sociali, il welfare, le attività culturali. Rispetto a queste esigenze primarie il futuro della città della Torre appare nebuloso assai. Di chi sono le responsabilità di una situazione grave e irreversibile che si è venuta a consolidare da un anno a questa parte?
Degli amministratori certamente ma anche di chi avrebbe dovuto intervenire decisamente e non l’ha fatto. Culpa in vigilando? Assolutamente si. Politica e Istituzioni avrebbero dovuto intervenire da tempo. I pannicelli caldi immaginati dalla Prefettura non sono serviti a nulla. Anzi hanno aggravato la situazione.
Inconfutabile, purtroppo, la verità di fondo: Politica e Istituzioni continuano a giocare la loro partita in un clima di equivoco perenne. Che, in definitiva, al punto in cui stanno le cose, finisce con l’agevolare il percorso sciuè, sciuè, di chi, anziché dimettersi, fa banalmente una riflessione di questo tipo: “Piatto ricco, mi ci ficco”. Tanto, alla fine, l’unica a perdere … è la città
Michele Giardina






