Polemica strisce blu a Ispica: il consigliere comunale Monaca chiede confronto e pianificazione

1–2 minuti

L’ istituzione di spazi da adibire ad aree di sosta temporanea in via sperimentale a Santa Maria del Focallo, Marina Marza e centro urbano sta suscitando un vespaio di polemiche ad Ispica.

Sulla questione interviene oggi il consigliere comunale del gruppo CambiamoDavveroIspica e rappresentante del movimento politico di Cateno De Luca, Paolo Monaca, che ha già sottoscritto, un documento, assieme agli altri rappresentanti dell’opposizione, per chiedere la revoca del provvedimento. Monaca riflette sul fatto che sulla fascia costiera da bandiera blu dove, ormai da anni, insistono villaggi turistici, case vacanze, residenze per i villeggianti. I servizi pubblici, purtroppo, pur a fronte di tali presenze, risultano molto esigui se non addirittura inesistenti. La Giunta municipale aveva deliberato l’istituzione di due grandi parcheggi su area comunale, ma a quanto risulta, non è mai stato dato seguito a quell’aggiudicazione, non si sa per quale motivo.

“Questo ci fa comprendere che non c’è pianificazione, non c’è una visione di come far crescere e sviluppare quell’area della fascia costiera, non si comprende quali potrebbero essere i servizi da erogare ai residenti o ai turisti. La presenza delle strisce blu, tout court, cozza con tutto questo. Sembra solo una imposizione ai danni di chi viene a trovarci con il precipuo obiettivo di fare cassa. E tutto questo, senza programmazione, non credo vada bene”.

“Diverso – aggiunge il consigliere Monaca – il discorso per quanto riguarda l’istituzione delle strisce blu nel centro urbano. La scelta, in particolare, è ricaduta su un’area dove insistono sì numerose attività commerciali ma anche gli uffici postali, istituti bancari, la biblioteca comunale. In questa stessa area, in effetti, dove gli stalli di sosta sono stati finora gratuiti, il personale dipendente parcheggia le proprie auto per tutta la durata della propria attività e non si registra alcun ricambio. Una scelta, potrebbe essere quella dell’istituzione del disco orario a patto, però, che siano espletati gli adeguati controlli. Ecco perché, si rende necessario un confronto con le associazioni di categoria oltre che con il Consiglio comunale invece di adottare una delibera in autonomia, su una questione così delicata, senza avere raccolto il parere di nessuno” conclude Monaca.

PUBBLICITÀ

Bruno 970x250

ALTRE TOP NEWS