I Comuni della provincia di Ragusa stanno dando corso all’obbligo di legge di cedere la gestione del servizio idrico alla società in house creata dall’Ati Idrico Ragusa: Iblea Acque.
La gestione e l’erogazione del servizio, la manutenzione degli impianti, i contatori, la fatturazione dei consumi passa in toto alla società pubblica, mentre i Comuni perdono la propria competenza in materia idrica.
Il passaggio della gestione è un obbligo di legge, ha commentato il sindaco di Scicli, dove l’amministrazione Marino ha dato corso nella riunione di giunta di ieri, deliberando il protocollo d’intesa con la Iblea Acque.
Un passaggio non indolore in molti Comuni, dove non sono mancate le proteste e le preoccupazioni.
E’ il caso di Santa Croce Camerina, dove ieri sono dovute intervenire le forze dell’ordine per entrare in possesso dei locali e degli impianti idrici, visto che la Mediale che negli ultimi 20 anni ha gestito il servizio idrico in città, si è rifiutata di cedere il posto in maniera pacifica.
Sono dovuti intervenire i fabbri, accompagnati dalla Polizia municipale, per forzare i cancelli degli impianti, mentre gli undici dipendenti passeranno alla nuova società pubblica. “Era nostro dovere riportare in una situazione di legalità. Avremmo preferito un passaggio pacifico, ma così non è stato. Il sistema idrico di S. Croce Camerina non poteva più essere detenuto, senza alcun titolo, da una società privata. È l’inizio di un nuovo capitolo per la gestione del servizio pubblico” ha dichiarato il sindaco di S. Croce Camerina.
Già nell’aprile del 2022 il consiglio direttivo dell’ATI Ragusa aveva avviato lo schema dello statuto della società “ Iblea Acque s.p,a” già approvato dall’ Assemblea dei Rappresentanti dell’ ATI, interamente partecipata dai Comuni, e successivamente sottoposto ai dodici consigli Comunali iblei per la approvazione e successivamente alla ratifica dell’ Assemblea.
Ati Ragusa ha dato vita a Iblea Acque Spa per intercettare i fondi messi a disposizione dal Pnrr, il Piano nazionale di resilienza e rinascita, per modernizzare la rete idrica e finalizzato alla riduzione delle perdite, ma finora come è noto i progetti hanno fatto acqua da tutte le parti.
A storcere il naso fino ad oggi sono stati solamente l’ispicese Paolo Monaca che in consiglio espresse voto contrario e che in questi mesi ha fornito dati e notizie inquietanti e Salvo Liuzzo e Marianna Buscema, coordinatori provinciali di Italia Viva di Ragusa. Per il resto solo silenzio.






