(Michele Giardina) – Al di là di miserabili polemiche e bestemmie politiche a tutti i livelli, vogliamo esaminare la tragedia della morte in mare di uomini, donne e bambini in fuga dalle loro terre da un punto di vista etico?
Lo vogliamo fare davvero, al di là di baggianate e fake news sparate per ignoranza e cattiveria sulla tragedia di Cutro (Crotone) da persone che, prima di aprire bocca, farebbero bene a studiare, leggere e documentarsi sulle dinamiche del fenomeno migratorio degli ultimi venti anni.
Che ognuno dica la sua liberamente e in buona fede, ci può anche stare (diciamo così), ma che ognuno si senta libero di dire una minchiata o una menzogna accusatoria … no … non va affatto bene.
Premesso che occorre accertare (l’ho già scritto nel pezzo precedente, leggi qui) come mai nessuno si sia accorto dell’imbarcazione poi spezzatasi in due sulla spiaggia di Cutro e punire eventualmente chi aveva il dovere di intervenire e non l’ha fatto, dico pure senza mezzi termini che è da folli immaginare, come scrivono oggi alcuni sciagurati seminatori di odio sempre pronti a personalizzare i problemi, che l’ordine di non intervenire sia partito dal ministro Piantedosi o dal ministro Salvini.
La morte dei poveri cristi annegati nel mare di Cutro e in altre tragedie simili registrate negli ultimi venti anni merita rispetto. Quindi verità.
Colpevole il governo in carica per i morti di Cutro? Italia, dunque, paese assassino e incivile?
Ma quelli che non ci pensano un solo secondo a sputare veleno sul Paese in cui vivono si rendono conto di quello che dicono e scrivono? E tutti i morti in mare degli ultimi anni a chi li addebitiamo? Al Bayon? Ma come si fa a dire una puttanata del genere per un pugno di voti?
Altro che etica della politica. Partiamo da un punto storico incontrovertibile: il traffico di vite umane, fra i più redditizi al mondo, è gestito da banditi della peggiore specie. Assassini senza scrupoli, caricano su semisgonfi gommoni di fabbricazione cinese e imbarcazioni scassate uomini, donne e bambini come fossero vuoti a perdere.
I poveri sventurati in fuga rischiano di morire? Quei maledetti bastardi se ne fottono. Prima dell’imbarco hanno già incassato per ogni migrante a bordo da tremila a ottomila euro. C’è qualche scienziato che vuole mettere in forse questa tremenda verità?
Altro dato inconfutabile: per evitare le tragedie in mare, l’Europa degli ultimi due decenni, più strabica che ingenua, ha messo in campo alcuni costosissimi progetti validi sulla carta (Mare Nostrum, Frontex Triton, Frontex Themis, Operazione Sofia) ma, di fatto, tutti assolutamente fallimentari.
Il risultato è stato quello di seminare migliaia e migliaia di morti in mare. Nessuno, ad oggi, è in grado di dire esattamente quante persone sono annegate. Nessuno. Ed intanto i trafficanti di vite umane continuano a fare fatturati milionari utilizzando barche scassate che affrontano il mare senza alcuna sicurezza sulla navigazione.
Clamoroso l’esempio del terribile naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. L’imbarcazione, che si trova già nei pressi dell’Isola dei Conigli, scivola tranquillamente verso il porto dell’isola agrigentina. Salvezza a portata di mano. Ma a bordo sono in tanti. La gioia di essere quasi arrivati si trasforma in tragedia. Alcuni migranti per segnalare la loro presenza danno fuoco ad una coperta. Non l’avessero fatto, pochi minuti dopo avrebbero raggiunto il porto sani e salvi. Ed invece l’incendio provoca la morte di 368 persone. Solo 155 quelle tratte in salvo. Fu forse colpa del governo in carica in quel momento?
Chi, fingendo di scandalizzarsi, sostiene che per evitare i morti in mare sia cosa terribile e ingiusta bloccare alla partenza i viaggi dei migranti organizzati dalla malavita internazionale, oltre a mentire, lancia proditoriamente nella piazza della politica una bomba-carta di idiozia devastante.
Altro che dimissioni. L’istituto delle dimissioni riguarda soprattutto le persone cattive e in malafede, i mistificatori di professione, gli imbroglioni.
Unica soluzione possibile per evitare che altri innocenti finiscano in mare, quella della elaborazione immediata (si, cara Europa dei popoli, immediata e urgente) di un piano per seminare vita e futuro nei villaggi, nei centri più piccoli e nelle città ove questi nostri fratelli sono nati ed hanno diritto di vivere e progredire. Piano che preveda anche la creazione di corridoi di ingresso legale nei Paesi europei, in tutti i Paesi europei.
La sussidiarietà, di cui si fa un gran parlare, è parola vuota di significato se non riempita di contenuti preziosi.
La fuga è disperazione, dolore, morte, salto nel buio.
Radice, humus, legame indissolubile, fisico, umano e culturale la permanenza nella terra dove si è nati e si ha diritto di vivere. Un Piano Marshall per l’Africa? Si, assolutamente si.
Non va bene neanche questa iniziativa? E allora, voi che maggioranza siete stati per diversi anni e che ora siete all’opposizione di un governo in vita da pochi mesi, fate il favore di illuminare il Paese Italia con un vostro progetto da realizzare ora, subito. Non l’avete fatto in tanti anni di governo? Non importa. L’importante è proporre finalmente una soluzione concreta.
Governo in carica incapace, improduttivo, fascista, razzista, composto da un leader che non ha alcun peso politico a livello europeo e internazionale e da ministri che non sanno né leggere né scrivere, eletti per colpa di un popolo ignorante che ha votato male? Può essere. Ma la fortuna di vivere in un Paese libero e democratico è quella dell’alternanza.
Ora, in attesa della prossima consultazione, al fine di acquisire meriti e punti, fate una cosa: riunite attorno ad un tavolo le Ong più importanti del mondo, le cooperative che si occupano di accoglienza (escluse, ovviamente, quelle care a moglie e suocera del deputato Soumahoro e ai filibustieri del Qatargate) e le associazioni umanitarie che assecondano il verbo di Papa Francesco:”Venite, venite … in qualche modo faremo”.
Dopodiché pubblicate un vostro nobile progetto per risolvere finalmente il problema della immigrazione. Progetto che possa risolvere con urgenza gli effetti collaterali di un esodo senza fine e senza regole.
E’ infatti sotto gli occhi di tutti quello che succede ogni giorno tutti i giorni nelle stazioni ferroviarie delle nostre più grandi città, nelle campagne ove i caporali dettano i tempi dello sfruttamento, nei palazzi occupati da migranti resi feroci dalla disperazione, nei quartieri ove si spaccia droga h24, nel mondo della prostituzione e nel mondo della delinquenza minorile ove finisce la gran parte di minori stranieri non accompagnati.
Anziché accusare lo sprovveduto governo in carica eletto da sprovveduti elettori, voi che siete bravi e infallibili, siete pregati di tirare fuori dal cilindro magico il vostro illuminante progetto.
L’italico popolo e Dio ve ne renderanno merito.
Michele Giardina







