I due incidenti sul lavoro, uno dei quali costato la vita ad un uomo di 69 anni, avvenuti nei giorni a distanza di poche ore a Vittoria non hanno lasciato indifferenti i sindacati.
In attesa di capire le dinamiche e gli accertamenti sulla posizione di questo lavoratore, interviene la CGIL che si pone alcuni interrogativi: il primo è quello di carattere generale, nel senso che una persona di 69 anni oggi in Italia è spesso è costretta a svolgere attività di lavoro ad alto rischio e questo soprattutto a causa di un sistema pensionistico rigido che non consente flessibilità in uscita costringendo le persone ad attività assai pericolose anche in età avanzata.
Questo incidente richiama un altro tema, quelle delle idoneità delle strutture nei cantieri edili.
Questa idoneità va accertata preventivamente e su questa si registra un problema da parte degli organi di controllo; organi che in provincia di Ragusa operano quasi in assoluta mancanza di strumenti.
Da un lato i servizi preposti a partire dagli SPreSAL che dovrebbero svolgere attività di prevenzione e invece non possono fare altro che recarsi nei luoghi di lavoro ad incidente avvenuto e questo perché le strutture non sono adeguate né di personale che si strumentazione.
È una materia che attiene alla Regione Siciliana che può intervenire attraverso il loro potenziamento.
Nel giro di poche ore l’altro incidente, questa volta al mercato ortofrutticolo di Vittoria dove gli incidenti sono purtroppo frequenti e sono soprattutto causati da un’assenza di un piano di sicurezza generale.
Il segretario generale, Giuseppe Scifo, evidenzia la complessità della struttura dove all’interno agiscono e interagiscono diversi soggetti: dagli operai dipendenti dei box, ai produttori, ai lavoratori impegnati nella logistica e nel trasporto. Tutte queste attività interconnesse con loro esigono un piano di sicurezza che per legge deve prevedere l’integrazione di queste attività.
Per questo la CGIL chiede subito un tavolo al Comune di Vittoria, ente gestore, perché attraverso la partecipazione sia delle rappresentanze sociali ma anche dei soggetti istituzionali preposti possa finalmente dare vita ad un piano generale della sicurezza del lavoro in quella struttura. “Questa necessità non è più rinviabile” conclude Scifo.






