Iacp Ragusa, Paolo Santoro è il nuovo Commissario Straordinario: “Lavoriamo per migliorare le cose”

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Paolo Santoro è il nuovo Commissario Straordinario dello Iacp di Ragusa. Lo ha stabilito la Giunta Regionale con la delibera n32 del 9 gennaio.

Di fatto, da quando ad agosto il Presidente Salvo Mallia si era dimesso, Santoro, da vice, aveva assunto le sue funzioni.

Noi lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione e capire quali saranno le principali azioni che ha intenzione di mettere in campo per risollevare le sorti dell’Istituto autonomo case popolari che oggi conta più di 2000 alloggi sparsi in tutto il territorio provinciale.

Devo innanzitutto ringraziare il Governo Regionale per aver nominato un commissario di questo territorio e avermi consentito di proseguire il lavoro avviato già da un anno. Detto questo visto che la nomina durerà fino all’insediamento del nuovo Cda, molte cose che sono state programmate possono trovare la loro realizzazione in una visione più a lungo termine. Dobbiamo considerare il fatto che abbiamo un patrimonio immobiliare di residenza pubblica che risale agli anni cinquanta e quindi necessita di interventi straordinari di manutenzione e di messa in sicurezza. Sicuramente riserveremo una parte delle risorse del nostro bilancio per questi interventi. Cercherò di coinvolgere anche la deputazione regionale affinché si faccia un piano straordinario di recupero” 

Un segnale importante per far capire che si sta lavorando per migliorare le cose…

 “Lo stiamo facendo. Abbiamo redatto un regolamento, che è stato pubblicato sul sito istituzionale dello Iacp, per agevolare gli investimenti da parte dei privati per il recupero dei loro alloggi prevedendo poi lo scomputo negli affitti. Fra l’altro ove l’affittuario vi rientri con i requisiti può anche usufruire dello sgravio fiscale del 50%, con un anticipo della morosità del 10%. Questa è una novità che abbiamo voluto fortemente già inserire e rendere operativa. Nei fatti significa snellire le procedure perché per fare i lavori l’affittuario si può muovere in autonomia. Pensate che solo nel 2022 sono arrivate più di 300 segnalazioni di interventi di questo tipo. Ho intenzione con l’approvazione del bilancio di riservare una somma importante per fare questo tipo di investimento 

Si parla di quasi 2000 alloggi ma in un momento in cui da un punto di vista sociale sono aumentate le persone in difficoltà questi alloggi sono sufficienti a soddisfare le richieste?

 “Questo è un punto importante perché la nostra esigenza sarebbe quella di avere da parte dei Comuni la disponibilità di nuovi terreni su cui costruire nuovi alloggi. Perché diciamolo chiaro in questi ultimi quindici anni non c’è stata la volontà di costruire. Oggi credo che bisognerebbe ritornare ad una attenta visione degli alloggi popolari.  Con il Comune di Ragusa, ad esempio, abbiamo recuperato 32 alloggi. Speriamo che qualcosa possa iniziare a muoversi.

Fra i suoi progetti c’è anche la riorganizzazione degli uffici.

Abbiamo una carenza enorme di personale. Considerate che la pianta organica è stata quantificata in 40/45 unità e attualmente in forza attiva ne abbiamo solo 15. Speriamo solo che si sblocchi il divieto di fare assunzioni” 

Parliamo di Modica e facciamo riferimento al caso dell’incendio che ha costretto tre famiglie a lasciare le loro abitazioni. Un caso che ha messo in evidenza tutta una serie di criticità dello stabile. Che notizie possiamo dare a queste persone, cosa è emerso dopo il vostro sopralluogo?

Io mi sono attivato immediatamente nell’avviare una procedura di recupero. Inoltre mi sono interessato subito per capire se ci fosse stata la possibilità di dare altri alloggi alle famiglie anche se non abbiamo una competenza specifica sulla emergenza abitativa che spetta al comune, ai servizi sociali. Purtroppo, riagganciandomi al discorso di prima, non ci sono alloggi disponibili.  Innanzitutto ci tengo a precisare che l’incendio è stato provocato da un elettrodomestico e non da un problema nell’impianto elettrico. Detto questo è stato appurato che l’appartamento necessita di un intervento strutturale. Noi abbiamo già trovato le risorse per effettuare i lavori e consentire alle famiglie di rientrare. Però ci vogliono i tempi tecnici per capire bene le condizioni della struttura, ed è necessario anche un intervento sull’anticendio. C’è anche da sottolineare che ci troviamo in un lotto particolare che è soggetto al famoso contratto di quartiere su cui abbiamo dei limiti di intervento

Ecco a questo proposito possiamo dire che il contratto di quartiere nato come un’opportunità è divenuto oggi un ostacolo?

La situazione è piuttosto complessa perchè certamente il progetto pensato circa 20 anni fa avrebbe potuto portare dei benifici al quartiere ma quei fondi sono stati attribuiti al Comune e lo Iacp, pur essendo proprietario, non ha contentezza sui lavori svolti. Avevamo anche la possibilità di intervenire, come avevamo fatto con altre palazzine con un progetto ad hoc che abbiamo presentato alla Regione per quanto riguarda le palazzine di proprietà esclusiva dello Iacp per l’efficentamento energetico ma non abbiamo potuto inserire questo lotto perchè c’è ancora aperto il contratto di quartiere. Noi abbiamo avuto degli incontri con i componenti del vecchio Cda, abbiamo sollecitato i tecnici durante l’amministrazione Abbate, abbiamo anche chiesto al Commissario Straordinario di intervenire ma ad oggi non è stato fatto niente per sbloccare questa situazione. Forse è arrivato il momento di agire con atti ufficiali

Quale messaggio si sente di dare a tutte queste persone che vivono nelle case così dette popolari e che spesso si sentono cittadini di serie b?

Sappiate che qui troverete un commissario che vuole lavorare per risolvere i problemi. Pur non avendo la bacchetta magica siamo disposti a venire incontro alle esigenze di tutti però dall’altra parte chiediamo anche la collaborazione dei cittadini. Perché moltissimi non pagano il condominio. Sotto questo aspetto abbiamo trovato una situazione di morosità disastrosa. Noi siamo disponibili a trovare la soluzione adeguata tramite la rateizzazione o altri strumenti ma bisogna pagare. Questo fondi sono necessari per l’ordinaria amministrazione di cui non può occuparsi lo Iacp. In questo avranno un ruolo importante gli amministratori di condominio che verranno selezionati da un apposita lista che creeremo dopo aver individuato coloro che hanno le qualifiche necessarie a svolgere questo compito. Insomma noi ce la metteremo tutta per migliore le cose ma è importante lavorare in sinergia anche con gli altri enti del territorio, cosa che stiamo già facendo.”

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