La statua dei “picialuori” a Ragusa vittima della burocrazia che logora più del tempo

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Fa riflettere e lascia impotenti il caso della statua in terracotta dei “picialuori” a Ragusa. Un piccolo ma identitario monumento che si trova all’interno del cimitero centrale di Ragusa e che il tempo ha inesorabilmente rovinato senza che nessuno se ne prendesse cura.

Nei giorni scorsi la statua si è distaccata dal suo basamento, facendo un ulteriore passo verso la rovina inesorabile.

Lo splendido manufatto sarebbe prossimo ad un intervento di restauro che purtroppo però non è cominciato in tempo. La settimana scorsa sul posto ha effettuato un sopralluogo l’assessore Clorinda Arezzo che insieme al dirigente dei Servizi Cimiteriali ha constatato la situazione.

“Siamo molto rammaricati del distacco della statua in terracotta dei “picialuori” dal suo basamento e del fatto che il restauro non sia iniziato in tempo” ha dichiarato l’assessore Arezzo.

La statua dei “picialuori” fu realizzata in epoca fascista e posta sopra la grande tomba che conserva i resti dei lavoratori delle miniere di pece. Essa rappresenta proprio un minatore nei suoi abiti da lavoro e munito di attrezzi. Da quasi 100 anni il pregevole manufatto in terracotta fa quasi da sentinella ai resti di oltre quaranta picialuori, lavoratori appunto delle miniere di pietra pece.

Si tratta quindi di un valore non solo dal punto di vista culturale, ma anche sociale perchè simbolo della laboriosità del popolo ragusano.

“Ad oggi la procedura burocratica per il restauro, imprescindibile per l’avvio dell’intervento vero e proprio, è prossima all’affidamento dei lavori, che inizieranno il prossimo anno. Una procedura che fa seguito a quella, già completata dal Comune, per acquisire l’area su cui insiste la scultura” ha annunciato l’assessore.

La statua si trova in condizioni precarie ormai da circa 20 anni e anche l’impalcatura che avrebbe dovuto tenerla in sicurezza ha ceduto. Adesso anche il distacco della base. Ma resisterà la statua ai tempi della burocrazia? Staremo a vedere.

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