Il tanto discusso reintegro del personale medico novax cambia poco o nulla in provincia di Ragusa

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Sta facendo molto discutere in questi giorni la decisione del Governo Meloni di porre fine all’obbligo di vaccino contro il coronavirus per il personale delle strutture sanitarie.

L’obbligo sarebbe dovuto terminare il 31 dicembre, ma il governo, com’è noto, ha deciso di anticiparne la scadenza al 31 ottobre: dal 1 novembre quindi, i circa 4 mila tra medici e personale sanitario che erano stati sospesi per essersi rifiutati di vaccinarsi sono stati reintegrati.

Al momento, alla decisione si sono opposte le regioni Puglia e Campania. Nessuna critica al provvedimento è arrivata invece dalla Sicilia dove i medici no vax sospesi erano circa 300, alcuni dei quali addirittura non esercitavano più.

Il reintegro al lavoro di questi medici, evidenzia il Presidente dell’Ordine Toti Amato, non risolve certo il problema della carenza di personale nell’isola anche se viene comunque visto positivamente, considerando anche che tra un mese sarebbe finito l’obbligo vaccinale.

Amato evidenzia però: “Sarebbe opportuno che tutti i medici facessero le vaccinazioni, ma come motivo etico e non come imposizione da normativa“.

Entrando più nello specifico la situazione appare ancora più irrilevante in provincia di Ragusa se teniamo conto che nell’ambito dell’Asp di Ragusa i no vax  tra medici, infermieri e operatori sanitari che erano stati sospesi in piena pandemia erano stati in tutto una trentina e che molti di questi erano già stati reintegrati negli ultimi mesi perché, per diverse motivazioni, avevano fatto ricorso al Tar che aveva dato loro ragione.

Facendo queste considerazioni il personale effettivamente sospeso perché avrebbe rifiutato in maniera ingiustificata la vaccinazione può contarsi sulle dita di una mano. Insomma il tanto discusso reintegro in servizio del personale medico no vax non cambierà nulla in provincia di Ragusa.

Per la cronaca, nessuna delibera risulta ancora adottata dall’Asp di Ragusa su questa tematica alla luce del nuovo provvedimento del Governo.

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