Cresce il numero di persone in stato di bisogno: + 7,7% le richieste di aiuto alla Caritas

2–3 minuti

In occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà, la Caritas Italiana ha presentato il suo 21° Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”.

Solo nel 2021 quasi 2.800 Centri di Ascolto Caritas hanno effettuato oltre 1,5 milioni di interventi, per poco meno di 15 milioni di euro, con un aumento del 7,7% delle persone che hanno chiesto aiuto rispetto all’anno precedente. Anche nel 2022 i dati raccolti fino a oggi confermano questa tendenza.

Tra gli “anelli deboli”, i giovani, colpiti da molte forme di povertà: dalla povertà ereditaria, che si trasmette “di padre in figlio” per cui occorrono almeno cinque generazioni a una persona che nasce in una famiglia povera per raggiungere un livello medio di reddito; alla povertà educativa, tanto che solo l’8% dei giovani con genitori senza titolo superiore, riesce a ottenere un diploma universitario.

Secondo i dati raccolti da tutte le Caritas italiane tra le quali anche quelle delle Diocesi di Ragusa e Noto, non si tratta sempre di nuovi poveri ma anche persone che oscillano tra il dentro e fuori dallo stato di bisogno. Tra questi, coloro che, pur lavorando, sono poveri (working poor), oggi rappresentano il 13% degli occupati. Il 23,6% di quanti si rivolgono ai Centri di Ascolto sono lavoratori poveri.

Nel post pandemia (2021) la povertà assoluta è cresciuta nelle regioni del Sud e delle Isole a fronte di un calo registrato nelle aree del Nord: le famiglie in povertà assoluta salgono al 10%, a fronte del 9,4% registrato nel 2020; ancora più difficile risulta in queste aree la condizione dei minori (16,1%).

A chiedere aiuto sono soprattutto le donne, che rappresentano il 53,9% del totale. In Sicilia il genere femminile arriva a pesare rispettivamente il 57,4% e il 56%. Si tratta per lo più di persone coniugate o celibi/nubili anche se l’incidenza dei vedovi (6,8%) e dei separati (10,0%) appare più alta della media.
Oltre i tre quarti delle persone sostenute dichiara di avere figli (esattamente il 74,5%, a fronte
di un valore nazionale del 64,9%).

Si tratta dunque di nuove e vecchie povertà che colpiscono soprattutto i nuclei familiari. Un dato che preoccupa è poi senza dubbio quello relativo al basso livello di istruzione. Povertà e bassa istruzione sono altamente correlati, nelle regioni del Mezzogiorno più che mai. Tra le persone che hanno chiesto aiuto, il 78,9% possiede al massimo una licenza di scuola media inferiore (nelle isole si arriva alll’84,7%).

Il Rapporto della Caritas si conclude con una valutazione delle politiche di contrasto alla povertà, con particolare attenzione alle prospettive di riforma e investimento derivanti dal PNRR e dal programma europeo Next generation EU.

PUBBLICITÀ

Coop 970x250

ALTRE TOP NEWS