Da Pozzallo a Santa Croce Camarina andare a scuola sembra un privilegio

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Quello che leggiamo in questi giorni sul trasporto degli studenti pendolari lascia veramente senza parole.

Da Pozzallo a Santa Croce Camerina la situazione sembra riportarci indietro di anni e anni come se non avessimo imparato niente dagli errori ma soprattutto come se ogni anno l’inizio della scuola fosse una novità.

Questa pratica diffusa che fa si che per ogni cosa si agisca nell’emergenza invece di programmare in tempo per lo meno quei servizi che sono programmabili. E così ad esempio a Pozzallo la questione del trasporto pubblico per gli studenti pendolari diventa una questione politica ma non solo perché i problemi relativi all’inizio dell’anno scolastico riguardano anche la mensa.

Sulla questione interviene Rosa Galazzo di Sinistra Italiana che mette in evidenza alcuni aspetti importanti, a cominciare da quello economico: “Il servizio di trasporto pubblico per gli studenti pendolari, dichiara Rosa Galazzo, rappresenta un costo spropositato a peso esclusivo delle famiglie pozzallesi (80 euro al mese) che, consapevoli dell’importanza dell’istruzione dei propri figli, se ne fanno responsabilmente carico da anni. Non ricevono, tuttavia, risposte altrettanto responsabili e sensate da parte dell’Amministrazione, dal momento che gli autobus sono troppo pochi, le fermate assai creative e rimesse alla discrezionalità del conducente di turno, gli orari non rispettati. Questo mette gli studenti nelle condizioni di viaggiare spesso in piedi, di arrivare in ritardo con conseguente annotazione sui registri e, come se non bastasse, espone i genitori (che li accompagnano, a questo punto) a sostenere anche il costo ulteriore del carburante per il proprio mezzo privato. Ma come dicevamo c’è anche un altro annoso problema quello del  servizio di mensa scolastica che sottolinea la Galazzo, “non solo non è partito ma non è ancora stata disposta la gara”.

Ed è per questo che Sinistra italiana si chiede: “Come può esserci una così grave flessione della programmazione e del senso civico ed istituzionali su temi così importanti”.

Rosa Galazzo spiega che “Allo stato, ci sono genitori che portano il pasto da casa, altri che organizzano catering, altri ancora che rinunciano al tempo prolungato per i loro figli subendo l’annotazione delle “assenze” in registro. Insomma, vorrei riflettere e far riflettere su una questione che considero dirimente: questo andamento incide, limitandoli, sugli spazi di condivisione tra i ragazzi e crea una disparità di trattamento tra gli alunni perché ognuno vedrà nel piatto dell’altro una pietanza diversa. È semplice! Non mi pare di ricordare che sia questo lo spirito di un servizio pubblico!”

Ma Rosa Galazzo punta l’attenzione anche su un altro aspetto che da donna e madre la tocca in prima persona. “Questo ordine di cose vessa ancor di più le donne, lavoratrici e non. Chi accede al tempo prolungato è spinto dalla necessità di riappropriarsi del proprio tempo (per lavorare o per tirare fiato) per restituirlo ai figli, depurato da ansie e tensioni. Ecco perché quando si parla di donne lo si deve fare con gli atti amministrativi come questi e non evocando categorie sociali o giuridiche che lasciano il tempo che trovano o, peggio ancora celebrando qualcosa o qualcuno di cui non si coglie minimamente il disagio. Quello non può mai essere un tributo ma un’offesa”.

C’è poi un’ultima questione non certo meno importante anzi ed è quella che riguarda le figure professionali ASACOM. In questo caso appare ancora più evidente, sottolinea Rosa Galazzo “come l’intempestività o l’assenza totale di programmazione si traduca in una lesione concreta della parità di trattamento. Ritardi e incompletezze nella gestione dei dati degli studenti aventi diritto e anche nelle diagnosi non bastano evidentemente a spingere l’Ente Comune a sollecitare soluzioni appropriate e celeri. Anche qui il mancato o inadeguato stanziamento di somme in bilancio è una minaccia al monte ore spettanti ai ragazzi”.

Insomma, come dicevamo, siamo alle solite e nonostante Sinistra italiana si dica “pronta al dialogo e al confronto democratico che permetta di intercettare soluzioni immediatamente percorribili purtroppo sappiamo che queste soluzioni non arriveranno o se arriveranno sarà solo dopo molto tempo quando ormai sarà forse troppo tardi perché il disagio sarà diventato una vera e propria emergenza e le famiglie come sempre dovranno trovare una soluzione da sole. Come se andare a scuola fosse non un diritto ma un privilegio concesso a pochi.

Ma, abbiamo visto, che Pozzallo non è l’unico comune ad avere questi problemi, prima ancora ci siamo occupati di Modica dove, da quest’anno, lo ricordiamo il servizio di trasporto scolastico avverrà sempre con gli stessi vecchi pullman ma a pagamento.

Ma, per la serie al peggio non c’è mai fine, abbiamo anche scoperto, tramite un gruppo su Facebook che si occupa di Santa Croce, che si vendono gli abbonamenti degli autobus, di una nota agenzia di trasporti, all’interno di una casa dove a gestire la “biglietteria” ci sono due signore anziane che accolgono i loro clienti addirittura in vestaglia !

Ovviamente sono sprovvisti di Pos e quindi è necessario pagare in contanti ma questo, come capite, sarebbe l’ultimo dei problemi. Fra l’altro, dai commenti, si legge che è un’usanza di cui sono a conoscenza tutti in paese e molti, anzi, difendono le anziane signore che con il loro servizio (non certo gratuito) eviterebbero agli studenti e alle loro famiglie di recarsi a Marina di Ragusa per il ritiro degli abbonamenti. Sulla legalità di questa pratica ci riserviamo di intervenire ma capite bene che sembra di essere nel terzo mondo.

E sempre a Santa Croce si è verificato un problema relativo alla mensa scolastica. Pare che qualche mese fa il Ministero dell’Istruzione abbia comunicato al Comune di Santa Croce l’esclusione dall’Avviso pubblico (finanziato coi soldi del Pnrr) per la realizzazione di una mensa scolastica dal valore di 320 mila euro.

Ovviamente l’amministrazione ha presentato ricorso anche se la questione riguarda la vecchia amministrazione. Diciamo che i termini della questione in questo momento non ci interessano anche perché pare che il Comune abbia tutte le ragioni dalla sua parte ma capite bene che ci vorrà tempo per risolvere questa situazione e anche quest’anno, e forse non solo, questa importante opera che avrebbe permesso agli studenti di avere a propria disposizione struttura destinata alla refezione della scuola dell’infanzia non sarà a disposizione dei piccoli studenti.

E chissà, ancora, se indagassimo comune per comune, quanti disagi troveremmo ma basterà aspettare ad esempio che partirà la mensa scolastica per riproporre il problema degli alimenti che arrivano in pessimo stato di conservazione. E questo perché, fin quando il diritto allo studio non verrà considerato una priorità, fin quando le amministrazioni, ad ogni livello, non capiranno che bisogna lavorare non nell’emergenza ma programmando gli interventi, allora saremo qui ad ogni inizio di anno scolastico a ripetere sempre le stesse cose.

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