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Regionali, centro destra spaccato: Miccichè, no a Musumeci, papabili Prestigiacomo (FI) e Minardo (Lega)

Risentito il Presidente della Regione che sta meditando di dimmetersi per votare il 25 settembre

Palermo – Che gran confusione. Era prevedibile che al momento di stringere sulle candidature per la presidenza della Regione, succedesse il caos più totale.

Nella mattinata aveva cominciato Gianfranco Miccichè nel corso della cerimonia del ventaglio definendo la legislatura che volge al termine, difficile e complicata.

“Può anche darsi che dopodomani questa legislatura finisca” ha aggiunto Miccichè riferendosi all’ipotesi di dimissioni anticipate di Musumeci per consentire l’election day con l’accorpamento delle elezioni regionali alle Politiche. Aggiungendo: “Siamo pronti a individuare un candidato anche se si dovesse votare la settimana prossima”. Rispondendo alla domanda di un giornalista circa l’ipotesi di dimissioni anticipate da parte del Governatore Nello Musumeci per consentire l’election day tra Regionali e Politiche. Il riferimento è alla spaccatura all’interno della coalizione di centrodestra con la ricandidatura dell’uscente Musumeci, sostenuta da Fratelli d’Italia, contestata invece da Forza Italia e Lega. Miccichè ha ribadito il nome dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo per la Presidenza della Regione, ma ha anche aggiunto di essere pronto a ragionare su altre candidature come ad esempio quella del parlamentare leghista Alessandro Pagano”.

Gianfranco Miccichè e l’on. Nino Minardo ( Lega)

“Non ci sono veti nei confronti di nessuno – ha sottolineato il presidente dell’Ars – sediamoci attorno a un tavolo e parliamone”.

Secca e risentita la replica di Nello Musumeci, che nel Palazzo accanto è impegnato in incontri istituzionali e conferenze stampa. “Non ho tempo per leggere i quotidiani e per rispondere alle dichiarazioni di altri esponenti politici. Sull’election day sto ancora riflettendo”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci rispondendo alle domande dei giornalisti circa l’ipotesi di dimissioni anticipate per consentire l’election day con le Politiche sollecitate anche dal segretario regionale della Lega Nino Minardo che ha rivendicato la candidatura a Governatore di un esponente del Carroccio.

In poche parole, la coalizione di centrodestra in Sicilia è spaccata sulla ricandidatura di Musumeci, sostenuta da Fratelli d’Italia e contestata invece dal leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè e dalla Lega: “Non mi sono mosso di un centimetro rispetto alle dichiarazioni del 23 luglio scorso, quando ho dichiarato di essere pronto a un ‘passo di lato’ se la mia candidatura dovesse essere divisiva”, ha aggiunto Musumeci.

A parte l’eventuale esclusione di Nello Musumci, quindi, dalle dichiarazioni di oggi, nel centro destra sono state avanzate due candidature. Una della Lega, con Nino Minardo e uno di Forza Italia, quella di Stefania Prestigiacomo.

On. Stefania Prestigiacomo

L’investitura della Prestigiacomo è arrivata  direttamente da Miccichè, tant’è che la diretta interessata ha dettato all’Ansa, una dichiarazione, questa: “Ringrazio Gianfranco Miccichè per le espressioni di stima nei miei confronti. Da siciliana, profondamente legata alla mia terra, non posso che ritenere la proposta di candidatura alla Presidenza della Regione un onore altissimo e una altrettanto altissima responsabilità”. Aggiungendo:  “Sono dal 1994 una militante di Forza Italia – ricorda la parlamentare azzurra -un partito che mi ha dato tanto e al quale ho dedicato tutto il mio lavoro politico. Oggi come ieri Il mio impegno è a disposizione del partito”.

“Per quanto riguarda la Regione siciliana – sottolinea Prestigiacomo – ritengo essenziale, come sta accadendo per la definizione delle candidature e dei programmi a livello nazionale, che la coalizione di centrodestra trovi le ragioni dell’unità sia in termini di proposte programmatiche, che per la candidatura alla Presidenza. La forza della nostra alleanza è sempre stata l’unità d’intenti con la quale ci siamo presentati dinnanzi agli elettori. Venire meno a questo tratto distintivo – conclude – significherebbe disperdere il patrimonio di credibilità e di fiducia che i siciliani ci riconoscono e favorire così una sinistra senza idee, che ha come unico obiettivo la restaurazione”.

Quindi nel centro destra spaccato, secondo il consuntivo della giornata odierna, hanno fatto fuori Nello Musumeci e puntano su due candidati Stefania Prestigiacommo e Nino Minardo. Si attende la reazione di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni, schierata da sempre a sostegno di Musumeci. Da qui si dovrà partire per fare una sintesi e scegliere un candidato condiviso.

Gianfranco Miccichè, Giorgia Meloni, Nello Musumeci, Nino Minardo, Stefania Prestigiacomo

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