Doveva risolversi tutto in pochi giorni invece come nelle migliori tradizioni siciliane l’emergenza si trasforma presto in quotidianità.
È quello che sta avvenendo con la questione dei rifiuti. Le strade continuano ad essere invase, ogni giorno è sempre peggio, l’aria sta diventando irrespirabile ma non si riesce ad uscire fuori da questa situazione.
Adesso anche l’ultima possibilità, quella di conferire i rifiuti fuori dalla Sicilia, sembra allontanarsi sempre di più.
La gara indetta dalla Ssr Ragusa per aggiudicarsi l’appalto è infatti andata deserta.
Le quattro imprese che avevano manifestato ufficialmente il loro interesse non hanno fatto pervenire la loro proposta economica e questo significa solo una cosa: i rifiuti continueranno a rimanere per strada, almeno in quei comuni dove non si riesce a trovare una soluzione alternativa.
Perché abbiamo visto che in questo momento ognuno agisce per conto suo e solo i più fortunati stanno riuscendo a ritirare l’indifferenziata.
Ovviamente il Comune di Modica non è fra questi e anche tanti altri.
Il sindaco di Ragusa Peppe Cassi’ intanto, in qualità di Presidente della Srr è stato costretto a ripubblicare il bando di gara nella speranza che questa sia la volta buona.
Bisognerebbe capire perché la gara è andata deserta, forse le ditte non si fidano della parola data dalla Regione Sicilia che ha garantito la copertura della differenza tra il costo ordinario-pre crisi e quello attuale. In effetti chi si fiderebbe?

Al di là di ogni cosa resta un dato di fatto, la situazione resta insostenibile ogni giorno che passa, in periferia ma anche in centro e adesso anche nelle località balneari che si stanno popolando le montagne di rifiuti crescono a dismisura e sono la prima cosa che i turisti notano arrivando in città.
Pare che già stiano arrivando le disdette delle prenotazioni. Come dare torto ai turisti? Chi vorrebbe fare una vacanza in un luogo invaso da immondizia?

Ma con chi dovrebbero prendersela adesso gli operatori del settore che finalmente stavano tornando a lavorare dopo due anni di fermo totale a causa della pandemia?
Ci si chiede se questa situazione si poteva evitare e la risposta purtroppo fa più male della domanda perché è sì. È da anni che tutti i sindaci sono consapevoli di non poter piu conferire a Motta Sant’Anastasia. Sono consapevoli che e’ necessario trovare una soluzione alternativa.
Qualcuno ha sollevato la questione della mancata realizzazione della quarta vasca nella discarica di Cava dei Modicani ma ricordiamo che il sito è chiuso da 5 anni esattamente dal 20 luglio 2017, perché ha esaurito la sua capienza. “Se anche si fosse intanto realizzata una quarta vasca, ha spiegato il sindaco Peppe Cassi, tenuto conto delle ridotte dimensioni residue nell’area di Cava dei Modicani avrebbe potuto avere una capienza di non più di 180.000 metri cubi, la stessa si sarebbe riempita in circa 2 anni, visto che il quantitativo di rifiuti all’epoca conferiti dai 12 Comuni d’ambito, era pari ad oltre 100.000 mc./anno (di cui oltre 36.000 mc./anno prodotti dai 4 comuni montani, Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Monterosso e Giarratana). Anche a voler considerare l’aumento della percentuale della differenziata registrata negli ultimi anni, prosegue Cassi, la vasca in questione sarebbe oggi certamente già satura e il problema ancora irrisolto. Il sito all’epoca indicato per la quarta vasca sarà invece destinato, in quanto l’unico disponibile, per realizzare l’impianto di Css, impianto di produzione di combustibile solido secondario che trasformi il rifiuto secco in materiale a valore energetico”.
Ma questo sappiamo che non avverrà nell’immediato. Nell’immediato serve l’individuazione di un sito dove i comuni possano conferire i rifiuti. Questa e’ da sempre l’unica soluzione.
Sito che si cerca da tanto, troppo tempo, e non si riesce a capire perché non si trova. Sulla questione è intervenuto più volte anche il sindaco di Giarratana Bartolo Giaquinta che ha esortato già in passato i suoi colleghi a portare avanti la decisione presa dall’assemblea dei soci, tempo fa, che aveva individuato e votato a favore di due aree individuate per la realizzazione della discarica, fra queste, una nel territorio tra Modica e Ispica e l’altra nel territorio tra Acate e Vittoria.
E tutto questo già da parecchio tempo ma ad oggi tutto è rimasto fermo e ovviamente nel frattempo la situazione è peggiorata. Occorre considerare che il quantitativo di secco si è attestato oggi a circa 45.000 tonnellate anno, per cui la discarica da individuare deve avere una capienza di almeno 500.000 mc. per essere sostenibile e garantire una durata di almeno 10 anni.

L’unico spiraglio pare arrivare da Ispica dove il sindaco Innocenzo Leontini ha dato la sua disponibilità avendo già individuato il sito più adatto all’interno del proprio territorio. Il problema però resta perché le soluzioni si devono trovare prima che scoppi l’emergenza e non adesso quando si rischia un disastro ambientale ed economico.
Adesso per rivolvere il problema servono tempo e risorse, due cose che i comuni non hanno e allora chi la deve togliere questa spazzatura?
E poi ancora alcuni si chiedono perché la gente non va a votare, fanno le analisi sul voto, dovrebbero chiedersi come mai ancora qualcuno va a votare, questa sarebbe la vera domanda che tutti dovremmo porci. Tanti hanno lasciato i loro comuni pieni di immondizia, perchè non sono riusciti a programmare interventi che potessero evitare lo stato di emergenza.
E c’è chi minaccia di utilizzare i Palazzi del Potere come sede dove conferire i rifiuti.






