Torniamo a parlare della questione della strada chiusa per la Pagoda di Comiso perché il titolare della strada ha inviato alla redazione una rettifica per chiarire la situazione.
Detto questo ci sembra doveroso porre le nostre scuse al titolare della proprietà per le informazioni errate che abbiamo indicato nell’articolo il cui contenuto ci è stato segnalato per iscritto da una nostra lettrice.
In quanto non risponde a verità che la strada di accesso alla pagoda è chiusa e non accessibile, poiché il rev. Morischita è in possesso delle chiavi della sbarra di accesso alla suddetta strada dal 4 giugno 2022 (come dimostra la foto, qui sotto, della ricevuta della consegna delle chiavi).

Questo gli permette non solo di transitare liberamente ma di aprire al pubblico negli orari di culto e quando desidera la suddetta sbarra, detenendone per cortesia e generosità del proprietario le chiavi, insistendo la strada interamente su terreno di sua proprietà esclusiva del signor Salvatore Giannì.
Inoltre, non risponde al vero che lo stesso sia stato lasciato senz’acqua, non avendo il rev. Morischita provveduto alla riparazione e alla messa in funzione dell’impianto idrico autonomo di cui è dotata la pagoda, avendo da più di due anni il proprietario, oggi gravemente malato e allettato, provveduto per far fronte al problema idrico dell’impianto della pagoda, fornito con una conduttura in precario apprestata interamente a sua cure e spese, acqua prelevandola dal proprio impianto e senza mai pretendere alcunchè dal rev. Moroschita, finchè la suddetta conduttura in precario non si è completamente deteriorata.

Infine non volevamo, in alcun modo dare un giudizio di disvalore nei confronti del proprietario del terreno, laddove abbiamo scritto “questa storia che vi raccontiamo arriva da Comiso e dimostra come la cattiveria umana non guarda in faccia nessuno, nemmeno colui che è considerato il simbolo della Pace e che ha fatto tanto bene alla comunità”.
Siamo contenti che il sig. Salvatore Giannì, tramite il suo avvocato, ci abbia fornito tutte le indicazioni necessarie per ristabilire la verità e correggere una informazione distorta, con l’augurio che la procedura di mediazione intrapresa, al fine di addivenire ad un bonario componimento delle vicende sopra esposte e di altre, che ineriscono il rapporto di locazione intercorrente tra il rev. Morischita per il sito in cui è ubicata la pagoda, attinenti a profili di inadempimento del conduttore, troveranno la giusta qualificazione e tutela , nelle opportune sedi conciliatorie, come auspicato dallo stesso sig. Salvatore Giannì.






