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“C’era una volta in Sicilia”: il progetto della Scuola C. Amore di Frigintini per far conoscere agli studenti le loro origini (foto)

C’era una volta in Sicilia…” è questo il nome del progetto che ha coinvolto tutti gli alunni della Scuola Carlo Amore del plesso Cannizzara a Frigintini.

Conoscere le radici culturali del territorio in cui vivono è infatti fondamentale nel loro processo formativo.

A ideare e seguire il progetto nelle sue vari fasi la professoressa Rosa Garofalo, responsabile del plesso, coadiuvata dai colleghi Donatella Colombo e Francesco Parisi.

Ciascuno di loro si è occupato dei vari laboratori che sono stati realizzati durante tutto l’anno scolastico anche di pomeriggio.

Un lungo percorso che è cominciato ad ottobre con la festa dei nonni e che si è concluso lunedì 6 giugno con il ‘Cannizzara Fest 2022’, una grande festa che si è tenuta a scuola, per mettere in mostra ciò che è stato realizzato dagli studenti nel percorso del progetto e che ha visto anche la collaborazione delle famiglie, in particolare delle mamme.

Gli studenti hanno così potuto toccare con mano ed imparare i nomi degli oggetti di uso quotidiano che magari ancora hanno la possibilità di trovare in campagna nelle loro case o in quelle dei nonni.

Questo ha permesso loro di comprendere meglio le loro origini e la loro identità siciliana. Sia i più grandi che i più piccoli hanno dato il loro contributo in questo viaggio alla riscoperta delle antiche tradizioni, dei mestieri di una volta ma anche dei detti e dei cunti e dei canti popolari che poi sono stati portati in scena in occasione della festa di chiusura del progetto.

Durante i laboratori di antichi mestieri hanno imparato l’arte di realizzare oggetti antichi frutto di mani esperte che oggi purtroppo rischiano di scomparire ma hanno anche avuto modo di giocare come si faceva un tempo, per strada, con quello che si aveva a disposizione e anche di preparare i cibi del passato riscoprendo gli odori e i sapori di una volta, come il lievito madre per preparare il pane o i palumedda, dolci tipici della tradizione siciliana. Un modo anche per riscoprire una manualità che i ragazzi d’oggi hanno perduto.

Ma il loro entusiasmo e il loro impegno, ha dimostrato come, in fondo, è vivo in ognuno di loro il desiderio di recuperare le loro origini e di tornare alle cose semplici di un tempo.

Molto apprezzati anche i balli di una volta, come la tarantella la cui messa in scena è stata curata dalla professoressa di motoria Ginevra Barone.

Tutta la scuola ha quindi partecipato a questa grande festa che ha anche avuto uno scopo utile. Il ricavato, infatti, degli oggetti e dei prodotti tipici realizzati dalle mamme e dagli studenti, grazie alla sinergia con alcune aziende della zona, sarà devoluto in beneficenza, facendo sì che questa esperienza sia stata anche una lezione di vita per i giovani studenti che hanno sicuramente tratto tantissimo sia a livello formativo che personale, divenendo più consapevoli delle loro capacità, della loro storia e dell’importanza di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo.

Conoscere il luogo a cui appartengono, nei vari aspetti sia a livello storico, sociale che ambientale è infatti fondamentale per far crescere dei cittadini informati delle loro origini e farsi che queste vengano rispettate e tramandate e una scuola che sa comprendere le esigenze dei propri alunni e adattarle al contesto in cui vivono è una scuola che formerà non solo alunni più preparati ma soprattutto uomini e donne più consapevoli.

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