Mancata apertura Pediatria, interrogazione di Stafania Campo (5S). Iacono (Ragusa Prossima) ricorda le sue battaglie
“La questione relativa alla mancata apertura del reparto di Pediatria dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa è assolutamente inaccettabile e Musumeci, che in queste settimane è in tour elettorale a raccontare una Sicilia assai diversa da quella reale, e la sua Giunta, ne devono dare conto ai cittadini”.
Lo dice la deputata regionale del M5s di Ragusa, Stefania Campo, prima firmataria di un’apposita interrogazione sull’argomento. “E’ il momento che Musumeci dica chiaramente quali azioni intenda intraprendere con urgenza per permettere, anche derogando alle ordinarie norme sul reclutamento del personale sanitario, al reparto di potere finalmente aprire ed espletare a pieno il proprio potenziale – prosegue la portavoce pentastellata
– Parliamo di un reparto che nonostante sia pronto dal 2020, continua a rimanere chiuso e che si è pensato pure di trasferirlo al pian terreno per beneficiare di un piccolo giardino per i bimbi ricoverati”. La problematica, com’è noto, riguarda infatti la mancanza di personale, ovvero un primario, 8 medici di reparto, 1 caposala, 12 infermieri e 3 ausiliari.
“I medici – continua Stefania Campo – non sono stati ancora individuati nonostante le 17 delibere con cui l’Asp di Ragusa, dal 2020, ha cercato di reperire pediatri da inserire nell’organico degli ospedali iblei; pertanto al Giovanni Paolo II è a garantita soltanto l’attività ambulatoriale, ma per i ricoveri i bambini vengono dirottati agli ospedali di Vittoria o di Modica, dove i reparti di Pediatria sono completi”.
Lo scorso 26 maggio è intanto scaduto il bando per la graduatoria di medici da impiegare nel reparto, e si è in attesa dell’esito. “E’ intollerabile – conclude la parlamentare – che il più nuovo e moderno ospedale dell’ex provincia di Ragusa, situato oltretutto nel capoluogo, non possa contare su un reparto destinato a una categoria sociale fragile ed è inammissibile che le famiglie di Ragusa siano costrette a ricorrere ad altri ospedali della provincia soprattutto se versano in condizioni di urgenza/emergenza che richiedano il ricovero, avendo a disposizione un reparto dedicato, ma chiuso da anni. Musumeci trovi il tempo, tra un comizio e l’altro, per dare risposte serie ai cittadini”.
Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo di Ragusa Prossima in Consiglio comunale, Gianni Iurato. “Tutti i gruppi consiliari, ricorda Iurato, in piena seconda ondata di pandemia, parteciparono ad una storica riunione presso il Comune di Ragusa, con il dott. Aliquò, il quale, per la prima volta dall’inizio della pandemia, ci illustrò il lavoro antiCovid svolto e le future scelte sanitarie-organizzative-gestionali che avrebbe assunto come Asp iblea, ivi compresa la chiusura di Pediatria a Ragusa e il ridimensionamento di altri reparti per far posto, al Giovanni Paolo II, ad un adeguato reparto Malattie infettive-Rianimazione visto che, soprattutto per mancanza di medici rianimatori e anche posti letto, il Paternò Arezzo di Ibla non risultava più idoneo. Era una sera di fine ottobre 2020. In quella sede, continua Iurato, fui molto, ma molto, critico su alcune scelte del dott. Aliquò, tant’è che tre giorni dopo coinvolsi l’opinione pubblica con ripetuti interventi pubblici sulla paventata chiusura del reparto di Pediatria e non solo. Allora, in quel periodo del 2020, è certo che non si registrarono reazioni pubbliche di chicchessia sulla chiusura di Pediatria, se non la sola voce solitaria di Ragusa Prossima. Oggi che il dott. Aliquò lascia Ragusa per altri incarichi, si grida alla “rivolta cittadina” che mi lascia a dir poco sgomento. Premesso ciò è necessario andare avanti e lasciare perdere una volta per sempre stupide quanto mai inutili maternità sulla problematica Pediatria che è seria e complessa ma non è certamente l’unica criticità sanitaria in città”.

