Che ad Acate, qualcuno, abbia un rapporto diciamo ‘particolare’ con gli animali si era capito da quello che era accaduto qualche settimana fa quando un povero pony era stato legato con una corda ad un’auto in corsa, e trainato per poi essere abbandonato in fin di vita sul ciglio della strada, obbligando i veterinari a sopprimerlo per evitargli ulteriori e inutili sofferenze.
Un episodio di una crudeltà sconcertante che ovviamente aveva fatto insorgere gli animalisti di tutta Italia, ma non solo, quelle immagini avevano scosso tutti, o quasi.

A quanto pare, infatti, c’è ancora chi, non ha imparato niente da quell’episodio e continua, senza alcuno scrupolo, a trattare gli animali non come esseri viventi ma come merce.
Pensate infatti che come primo premio alla lotteria parrocchiale di Acate, che si svolge ogni anno, dal 6 all’8 maggio, in occasione dei festeggiamenti di San Vincenzo Martire, è stato messo in palio un cavallo!
Tutti noi abbiamo avuto sempre difficoltà a trovare dove piazzare gli oggetti più strani pescati durante le feste patronali per beneficenza, ma, mal che è andata, abbiamo portato a casa un servizio da the o un enorme peluche.
Scherzi a parte, la situazione è davvero grave anche perché fra l’altro esiste una sentenza del 2004 del Consiglio di Stato che vieta di “offrire animali in premio”.
A questo ovviamente le associazioni animaliste, in particolare l’Aidaa, l’Associazione italiana in difesa di animali e ambiente e l’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali si sono ribellate e se la sono presa soprattutto con gli organizzatori della festa e con il sindaco Giovanni di Natale chiedendogli di tornare sui suoi passi e di dare una lezione di civiltà ai suoi concittadini e all’Italia intera.

Ma il primo cittadino da noi contattato ha commentato così l’intera vicenda: “E’ solo una strumentalizzazione. Da tantissimi anni viene messo in palio il cavallo come premio della lotteria ma nessuno hai mai detto niente. Adesso tutti si scandalizzano, ma per noi il cavallo è il simbolo della festa. In ogni caso, come abbiamo sempre fatto, per chi non volesse il cavallo, daremo in premio l’equivalente in denaro del valore del cavallo. Ma ripeto le polemiche sono solo strumentali!”
In realtà il sindaco dimentica una cosa molto importante, quest’anno le cose non sono come gli altri anni.
Se infatti in passato questa pratica, che resta comunque illegale, di mettere come premio un cavallo era passata inosservata agli occhi di molti, oggi, dopo i fatti recentemente accaduti, non è più così.
Come conferma Riccardo Zingaro, delegato provinciale di Ragusa dell’Oipa. Riccardo è il volontario che si è visto morire fra le braccia il pony e che oggi è accusato, da una parte della città, di avere acceso su Acate i riflettori degli animalisti.
“Io ritengo di aver fatto solo il mio dovere cosa che non ha fatto il sindaco, il quale avrebbe dovuto mantenere la promessa fatta agli animalisti nell’incontro che si è tenuto dopo i tragici fatti. Il primo cittadino, infatti, aveva promesso che avrebbe dimostrato una sensibilità maggiore verso gli animali addirittura facendo realizzare una statua in memoria dal pony. Per questo motivo avrebbe dovuto comprendere che quest’anno, come non mai, non era il caso di portare avanti questa tradizione che, in realtà andrebbe eliminata. Era una questione di buon senso, niente di più, ma a quanto pare questo non è stato compreso dall’amministrazione. Ed è per questo che come OIPA abbiamo garantito la nostra presenza ai festeggiamenti per vigilare che tutto avvenga in maniera corretta anche perché dobbiamo ricordare che chi ha ucciso il pony è ancora a piede libero e potrebbe presentarsi tranquillamente alla festa, ma soprattutto, cosa che non è mai stata fatta prima, per verificare che chi dovesse vincere il cavallo abbia i requisiti necessari per poterlo allevare.”








