L’eredità culturale di Gabriele Arezzo di Trifiletti testimoniata dalla preziosa collezione di abiti antichi al castello di Donnafugata

3–4 minuti

Aveva dedicato la sua vita alla passione per l’antiquariato ed il collezionismo. Ed ora che si è spento all’età di 72 anni per un male incurabile la sua passione continuerà a vivere dopo di lui.

Gabriele Arezzo di Trifiletti, appartenente a due tra le famiglie più nobili e più antiche di Sicilia, gli Arezzo e gli Amari, i cui stemmi sono raffigurati in una delle sale del castello di Donnafugata a Ragusa, lascia in eredità alla sua terra una collezione di circa 4000 abiti ed oggetti risalenti ad un periodo storico compreso tra il 1200 ed il 1930 che raccontano la Sicilia. 

Mio padre, ha dichiarato in una recente intervista la figlia unica Giulia, ha dedicato la sua vita al mondo del collezionismo e all’antiquariato. Siamo stati sempre circondati da oggetti e abiti meravigliosi. Ha sacrificato la sua vita privata per la sua ricerca continua di oggetti che potessero arricchire le sue collezioni. Amante della bellezza mi ha trasmesso la passione per gli oggetti antichi e la bellezza. Adesso sento il peso di questa grande responsabilità, dice Giulia,cercherò di portare avanti tutto il suo lavoro“. 

In particolare la Collezione Arezzo di Trifiletti, racchiude “Tre secoli di moda”, raccogliendo una vastissima gamma di elementi legati al costume, all’abbigliamento profano, militare e religioso ed alla storia dell’arte.

Sottolinea in modo particolare lo sviluppo del costume e della cultura siciliana ma fa riferimento anche all’Italia e all’Europa intera.La collezione è composta da migliaia di capi di abbigliamento correlati in modo accuratissimo dai loro accessori e vi figurano particolari manifatture, talvolta rarissime per la confezione, per vetustà e per lo stato di conservazione, per l’ appartenenza a personaggi illustri; difatti fanno parte della collezione abiti di antenati, come agli storici Michele Amari di Sant’ Adriano ed Emerico Amari, il musicista Pietro Floridia, il Gattopardo Barone Corrado Arezzo di Donnafugata, di altri personaggi della famiglia che rivestirono cariche prestigiose nella storia.

Inoltre, nella suddetta galleria storica figurano abiti ed accessori personalizzati e inediti di Donna Franca Florio, Donna Annina Principessa di Montereale, della soprano Amelia Pinto, di Giuditta Pasta, di Maria Malibran ed accessori appartenuti al grande Vincenzo Bellini, al direttore d’orchestra Willj Ferrero, allo storico Vincenzo Mortillaro ed altri. 

Collezione che nel 2015 è stata acquistata del Comune di Ragusa ed oggi è custodita al Mudeco, Museo del Costume di Donnafugata.

Il sindaco di Ragusa Peppe Cassi’ ha espresso, a nome dell’Amministrazione e della città, il suo cordoglio alla famiglia ricordando come la figura di Gabriele Arezzo di Trifiletti abbia ”contribuito sapientemente alla conservazione della nostra storia e delle nostre tradizioni, dedicando tempo e passione all’esercizio della memoria”.

Toccanti le parole con cui lo ricorda il Direttore Giuseppe Nuccio Iacono che parla anche a nome di tutto lo staff.

Tu, caro amico, come gli uomini che hanno saputo apprezzare il Bello, il Buono e il Bene sai cosa sia l’immortalità; tu, caro amico sai, come tutti coloro che hanno fatto esperienza della bellezza, condividendone  le molteplici virtù, cosa sia l’infinito. Tu caro Gabriele sarai immortale perché come sai ben tutto quello che verrà  dopo di noi porterà, indiscutibilmente, una nostra impronta. Di ogni uomo muore il corpo ma non la propria impronta! La collezione “Gabriele Arezzo di Trifiletti” conservata al Mudeco è una delle tue orme. Anzi come mi dicesti un giorno il Mudeco è “il luogo che custodisce la tua passione e la tua memoria. Luogo prediletto”. Mi manchi amico mio, manchi a tutti noi! E il Museo che hai tanto amato e di cui chiedevi sempre notizie continuerà a tramandare quella passione immensa che ti ha reso grande tra i grandi storici del Costume”.

L’ultimo saluto gli verrà domani alle ore 9,30 nella chiesa di San Luigi Gonzaga in via Ugdulena a Palermo, città dove ha vissuto e insegnato come professore di arte all’Accademia d’Arte ma certamente Ragusa farà in modo di ricordare questa importante figura. 

PUBBLICITÀ

Coop 970x250

ALTRE TOP NEWS