Una manifestazione spontanea, nata dal basso, organizzata dagli studenti e dalla società civile, in cui un ruolo significativo, oltre alle scuole, è stato svolto anche da gruppi di scout per dire no alla guerra perché NESSUNA GUERRA È LONTANA!
E i cittadini di Modica hanno risposto con una grande partecipazione, ed è stato bello vedere, finalmente, una piazza colorata con i simboli della pace, con i disegni degli studenti e le bandiere dell’Ucraina che sventolavano nelle mani dei tanti bambini presenti insieme alle loro famiglie, tutti insieme italiani e ucraini, uniti metaforicamente ma anche concretamente da un filo invisibile che è stato rappresentato da un gomitolo di lana colorato che tutti i partecipanti hanno stretto nelle mani, perché per quanto si possa pensare che una guerra è lontana, non lo è mai abbastanza e ci tocca sempre da vicino ed è per questo che, nel loro appello, gli organizzatori invitavano a partecipare perché “limitarci ad assistere alla tragedia dei popoli coinvolti non è un’opzione valida né civile.Manifestare insieme e protestare uniti è quello che le nostre coscienze ci chiamano a fare. Facciamolo. Per noi, per i nostri figli, per il futuro di tutti.Facciamolo. Usando una parola piccolissima ma decisiva, simbolica ma importante. Con una voce sola, nella lingua e con gli strumenti che ciascuno conosce: NO. NO Alla guerra. NO all’invasione russa in Ucraina. NO a qualsiasi forma di violenza”.
Una manifestazione in cui si è inneggiato, con canti e musica, alla volontà di pace nel mondo e che è stata anche un momento di riflessione, in cui sono state lette poesie e brani scritti da adulti e bambini, contro la guerra in Ucraina ma in generale contro tutte le guerre, sottolineando i sacrifici umani come conseguenza.
Ed una di queste poesie, scritta dalla prof.ssa Esterina Guglielmino, la vogliamo riportare per intero, perché ci ha molto colpito:
C’erano fuochi che bruciavano alti dalla parte del torto
e c’erano strade che correvano nude, solitarie e lontane
come i destini spezzati della gente comune.
Si pregava in silenzio, per sentirsi più forti
e per trovare ancora il coraggio di restare da soli
dentro il viola di un’aria bagnata di promesse deluse.
Era tempo di quaresima, per chi ancora voleva crederci
o soltanto tempo che non trova più tempo
per chi – come me – aveva lasciato il suo cuore all’indietro
sulla porta di casa, assieme alle scarpe nuove
che avevo comprato per portarti a ballare
e che adesso non ho più motivo di indossare.
Grandi schermi affacciati sul dolore
ripetono immagini e parole senza senso, amore.
Raccontano la favola del tempo
e dell’uomo e della storia,
sempre la stessa,
anche se noi non pensavamo
di doverla imparare a memoria.
Il comitato non ritiene conclusa la sua attività e promuoverà altre iniziative a sostegno, anche con atti concreti, del popolo ucraino.











