Netino di origine ma modicano di adozione, Giuliano Macca, giovane pittore di talento, in questi giorni sta vivendo una nuova emozione, quella di vedere allestita una sua mostra all’interno di una nuova interessante serie su Netflix dal titolo “Fedeltà” che ha come protagonista Michele Riondino, quello che tutti noi siciliani conosciamo come il Giovane Montalbano.
Lo scrive lo stesso artista sul suo profilo dove commenta così questa nuova esperienza: “Vi dico la verità, un po’ mi fa strano, ma è così:È uscita la nuova serie di Netflix. Ebbene nella seconda puntata, è stata allestita una mia mostra! Essere presente con la mia arte su una serie così mi fa sorridere, pensando a tutte le salite che ho fatto nella mia vita.” In particolare, nella mostra, viene messa in risalto un’opera molto bella ed intesa dal titolo “Tra le mie braccia” che rientra tra le opere di una collezione privata in Svizzera.
“L’opera, ci racconta Giuliano, è stata realizzata in piena pandemia nel 2020 ed è diventata una sorta di simbolo di rinascita quando insieme al prof Sgarbi è stata istallata una stampa di 1200 mq a castiglion fiorentino, di cui hanno parlato i Tg nazionali”.
Nella versione originale la donna ha gli occhi chiusi ma, ci svela Giuliano, che gli è stata chiesta dalla produzione della serie di fare una versione del soggetto femminile con gli occhi aperti. Una bella soddisfazione per Giuliano che ha vissuto a Modica fino all‘età di 20 anni per poi trasferirsi a Roma e frequentare l’Accademia di Belle Arti.
E da lì poi tanti viaggi e collaborazioni che lo hanno portato ai tanti successi che ha ottenuto in questi anni.

Da ricordare la sua mostra personale a Firenze “La solitudine degli angeli” inaugurata nel 2020 a cura di Vittorio Sgarbi e quella del 2021 a Roma dal tema “Il pianto dei vulcani”, a cura di Michele von Büren e accompagnata da un testo di presentazione del famoso regista Ferzan Özpetek che scrive “è nella sua evocazione della debolezza del vulcano, la sua solitudine, le sue lacrime, che Macca ci restituisce una nota nuova e lacerante. I suoi soggetti, mentre si crogiolano nelle acque ai piedi di montagne infuocate, non sono altro che lo specchio della fragilità di un gigante che può sì sprizzare fuoco e furia, ma in realtà sta preparando il palcoscenico per la propria morte solitaria“.
Una collaborazione fortemente voluta da Giuliano che a quanto pare, a soli 33 anni, con tenacia e sacrificio, riesce a realizzare ciò che si prefigge. “ Per me l’arte è una cosa seria! Voglio essere ricordato come un pittore onesto cioè senza contaminazioni se non quelle della vita”
Un altro illustre cittadino che ci rende fieri di essere modicani e che con la sua arte porta alto il nome della nostra città e dalla nostra Sicilia.








