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Modica, Palazzo degli Studi: ecco come verrà recuperato e in quanto tempo

La conferenza stampa che si è tenuta, questa mattina, a Palazzo degli Studi è servita all’amministrazione comunale di Modica, per chiarire alcuni dubbi sollevati dalla notizia relativa al finanziamento ottenuto per il recupero della sede del Liceo Classico.

Questa notizia, in particolate, aveva destato qualche perplessità su due aspetti: il primo, riguardava la destinazione del Palazzo degli Studi, la seconda l’ammontare del finanziamento.

Nel comunicato ufficiale infatti era stato reso noto che il finanziamento di 1.627.000 sarebbe servito alla ristrutturazione edilizia, in particolare del secondo e terzo piano, al fine di adibirlo a scuola elementare e media.

Questo, aveva fatto allarmare, non poco, coloro che avevano da sempre sostenuto la necessità di non snaturare la finalità di questa struttura che ricordiamo ospita il Liceo Classico dal 1878.

In realtà, il sindaco Ignazio Abbate, accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Giorgio Belluardo, alla presenza del Dirigente Scolastico Sergio Carruba, di alcuni docenti e alunni dell’Istituto, ha spiegato il perché di questa scelta: “Aspettavamo da tanto tempo la possibilità di poter avere a disposizione delle risorse certe per la ristrutturazione di questo edificio. La cosa importante è quella che siamo riusciti ad avere il finanziamento e, siamo riusciti ad averlo con la finalità scuola, ed in particolare, rispetto alle scuole di nostra competenza che sono quelle elementari e medie. Questo, però, non significa che c’è un vincolo anche perché noi a Modica Bassa abbiamo più edifici disponibili di quelle che sono le nostre esigenze. Così come abbiamo fatto con il Verga a cui abbiamo messo a disposizione i locali per l’indirizzo coreutico e musicale, faremo anche per quanto riguarda il Liceo Classico. Infatti, nel momento in cui la Provincia ed il Preside ci chiederanno, formalmente, la disponibilità dei locali, noi glieli metteremo a disposizione e faremo anche di più, se già in fase di progettazione sapremo quale sarà la loro finalità, potremo ristrutturali tenendo conto delle reali esigenze della scuola stessa”.

Insomma, adesso spetterà alla Provincia decidere se risparmiare sugli affitti e concentrare in un’unica struttura i vari indirizzi ( si pensa ad esempio all’Istituto Artistico) oppure dare la possibilità, come chiesto da una studentessa presenta alla conferenza, di sistemare in aule più ampie e nuove le classi già esistenti che, in questo momento, sono piuttosto numerose e costrette a stare in spazi angusti.

Tutto in realtà dipenderà da come verrà fatta la ristrutturazione, infatti, l’altro punto che aveva suscitato qualche perplessità è quello relativo alla somma stanziata: 1.627.000 a dispetto dei 6.892.000, spesa prevista dall’amministrazione, tempo fa, per il recupero dell’edificio che poi in realtà rimase solo una promessa.

Il progetto per la ristrutturazione di Palazzo degli Studi, ha spiegato il sindaco, è un progetto a stralcio cioè non riguarderà tutto l’edificio ma solo una porzione del terzo piano e la biblioteca. Questo per evitare di fare progetti faraonici che poi non possono essere realizzati come accadde la prima volta quando si era ipotizzata una ristrutturazione antisismica complessiva dell’edificio che avrebbe riguardato anche la scuola Scrofani e che non fu realizzata a causa di una controversia insanabile tra i dirigenti e la Sovrintendenza. Adesso, si procederà ad una ristrutturazione meno invasiva, che riguarderà, ad esempio, la realizzazione dell’impianto di riscaldamento, la sostituzione degli infissi e altre opere che permetteranno il recupero degli spazi senza intaccare la struttura architettonica dello storico edificio e soprattutto nel rispetto dell’attività didattica che non dovrà essere disturbata dai lavori”.

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, sono stati dati tempi diversi ai vari progetti presentati e, trattandosi questa di una ristrutturazione di un edificio storico è stato dato un termine più lungo: si parla infatti del 2026 come fine lavori ma la progettazione dovrà avvenire entro il 2022.

Ma sarà nostro interesse chiuderla nel più breve tempo possibile, spiega il sindaco, anche se il problema più grosso che c’è stato fino ad ora è quello di mettere insieme la Sovrintendenza con il Genio Civile ma oggi non si ripeterà quanto accaduto in passato perché credo che i tempi adesso siano maturi e con gli attori attuali responsabili dei due settori con cui ho già parlato si troverà subito un accordo sulla ristrutturazione e sugli interventi da fare.

Soddisfazione è stata espressa dal Dirigente Sergio Carrubba: “Finalmente stiamo arrivando a vedere realizzata un’opera che a mio avviso darà lustro a Modica e all’intera provincia”.

Presente anche il consigliere comunale Alessio Ruffino: “Un traguardo importante per cui mi sono speso molto prima da studente e adesso da consigliere comunale, per cui sono soddisfatto di questo risultato.”

Insomma, pare che siano tutti contenti e soddisfatti, anche gli Amici del Campailla rappresentati dal Prof Michele Blandino.

Adesso però attendiamo i fatti che saremo certi arriveranno, anche se, il 2026 sembra lontano ma noi facciamo un nodo al fazzoletto per ricordarci questa data e nel frattempo terremo sotto controllo i lavori con la speranza che non sia l’ennesima promessa elettorale.

Alessio Ruffino, ignazio abbate, Michele Blandino, Sergio Carrubba

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