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Governo Musumeci, dopo la sfuriata la Giunta rimane: rinviato azzeramento

Hanno un nome e un cognome ma, soprattutto, appartengono ad uno dei partiti della coalizione, sono i così detti franchi tiratori o, per dirla alla Musumeci, gli scappati di casa che, ieri sera, con una mossa che pensavano fosse segreta ma che lo è stata come il segreto di pulcinella, hanno votato contro il Presidente Musumeci, nella scelta dei tre delegati siciliani per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Una votazione che ha portato, fra l’altro, ad una classifica che alla fine è stata come un’ammissione di colpa. Al primo posto infatti è arrivato il Presidente dell’Assemblea Gianfranco Miccichè, al secondo Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle e al terzo posto il Presidente della Regione, una cosa mai avvenuta prima.

Diciamo che, già sarebbe bastato questo a comprendere che c’è qualcosa che non va ma soprattutto a far capire al Presidente di chi può fidarsi e di chi no.

E se è vero il proverbio che dice “dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io”, certamente il caro Presidente sa dove cercare i traditori e anche chi sono.

Ma è anche vero che conoscere i traditori servirà anche agli elettori perché in fondo chi tradisce gli alleati tradisce un po’ anche coloro che li hanno votati perché quando si decide di fare queste azioni si mette a rischio l’intero Governo, in un momento fra l’altro in cui le priorità dovrebbero essere altre e non litigare per accaparrarsi la futura poltrona di Presidente.

Ed in effetti l’obiettivo era proprio quello di portare il Presidente della Regione a dimettersi per avere la strada libera ma qui arriva l’altro colpo di scena; che fa il Presidente? Resta e manda tutti a casa! Scelta che ovviamente viene contestata da tutti, o quasi, infatti sono non pervenute le reazioni, ad esempio, del leader regionale della Lega Nino Minardo, mentre non le mandano certo a dire gli altri due protagonisti di questa storia ovvero  Nuccio Di Paola del M5s il quale sostiene che “Musumeci, ha trovato il coraggio di azzerare la giunta solo in occasione del voto per i delegati al Quirinale, colpito nell’orgoglio e nelle preferenze, e non per rimediare a tutto quello che sta accadendo in Sicilia, di fronte al caos in cui ha gettato i siciliani e di cui ha responsabilità politica” e poi il vero traditore, diciamolo chiaramente,Gianfranco Miccihè il quale si dice sconcertato dalle parole del presidente Musumeci, durante e dopo i lavori d’aula. “Forse è meglio che si dimetta per andare subito al voto”.

E poi a questo punto chi sono gli alleati di Miccichè? E’chiaro infatti che, i grillini, ormai ci hanno preso gusto e pur di governare farebbero accordi anche con il diavolo, è proprio il caso di dirlo. Ed infatti sferra l’attacco il pentastellato Giancarlo Cancelleri: “Musumeci non lascia la poltrona nemmeno di fronte alla sua maggioranza sgretolata.Ma perché non capisce che il problema è lui?” Da quale pulpito viene la predica verrebbe di dire, non tanto per difendere Musumeci ma perché la verità è che proprio i grillini non possono parlare di attaccamento alla poltrona.

Se infatti non stupiscono i commenti di Lupo e Fava che chiedono le dimissioni di Musumeci parlando di “Governo fallimentare”, lasciano basiti quelli ad esempio del deputato della Lega e vice presidente della Commissione sanità, Carmelo Pullara che dichiara senza mezzi termini che “Il governo Musumeci e l’Assessore Razza in sanità hanno fallito”.

Si può essere d’accordo o meno con la politica e le scelte fatte da Musumeci in questi anni, ma non si può mai essere d’accordo con una politica fatta di traditori, questa non è una politica che si merita la Sicilia a prescindere da ogni considerazione, che sia di destra o di sinistra anche se oggi parlare ancora di destra e di sinistra sembra anacronistico.

E quindi su una cosa speriamo che Musumeci sia coerente quando rifarà la giunta su quanto dichiarato nella sua diretta facebook: “bisogna lasciarli per strada questi disertori che si nascondono dietro il votosegreto”.

Lo faccia Presidente dimostri veramente che “Questo governo non ha nè padrini ne’ padroni“.

Ma non sembra sarò così. Per il momento non ci sarà l’azzeramento della Giunta. Se ne riparlerà dopo alcuni passaggi parlamentari. Nel frattempo la situazione politica è in fibrillazione e chi ne paga le conseguenze sono i siciliani.

Gianfranco Miccichè, Movimento 5Stelle, Nino Minardo

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