Quanti soldi arriveranno in Sicilia con il Pnrr? Si prospetta un’altra occasione persa

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Dipenderà dalle scelte del Governo Regionale, ingabbiato tra scelte politiche e mancanza di risorse umane

Di solito non ci piace dare i numeri, però, ci sono dei casi, in cui, i numeri servono a comprendere meglio, come stanno le cose. 

Lo sapevate, ad esempio, che da qui a 10 anni, saranno stanziati, per il Sud Italia 213 miliardi? Davvero una bella cifra! Una cifra che potrebbe cambiare le sorti del nostro Paese, soprattutto, del nostro amato Sud. Una bella notizia, direte voi, che potrebbe essere una svolta ma anche una grande occasione perduta. E,purtroppo, quest’ultima ipotesi è quella più probabile se, consideriamo che l’Italia, ha ancora da spendere la metà dei fondi europei stanziati tra il 2014 e il 2020, e se ciò non avverrà entro il 2023 andranno persi! 

C’è di più, di questi il 75% sono destinati al Sud. E allora, ci chiediamo, com’è possibile che i nostri politici si lamentano sempre di non poter fare le cose perché non hanno risorse economiche quando, in realtà, ci sono e addirittura rischiamo di perderle? Un paradosso tipico del nostro Bel Paese e soprattutto del Sud d’Italia dove, pensate che, per realizzare un’opera (quando si realizza visto che 3 su 4 opere incompiute si trovano proprio al Sud) ci vuole sempre un anno in più che al Nord.

Colpa di una burocrazia che è lenta e vecchia, formata da personale che non è qualificato e che non riesce a stare a passo con i tempi perché i tempi li dettano loro, i burocrati che nei fatti comandano più dei politici. Quest’ultimi, infatti, vanno e vengono, mentre i burocrati restano lì ad occupare il loro posto fisso, ben retribuito, con tutti i privilegi del caso. E le nostre, non sono solo parole, ma fatti. Fatti che, purtroppo, non fanno altro che testimoniare l’incapacità di stare al passo con i tempi. Pensate soltanto che tutti i progetti del  

PNRR, piano nazionale di ripresa e resilienza, per la gestione delle risorse idriche, presentate dalla Regione Sicilia, sono stati bocciati perché non rispettavano i criteri previsti. La bocciatura, ha provocato una redistribuzione delle risorse tra le aree del Paese: 70% Centro-Nord e 30% Sud e Isole.

E sapete cosa significa questo? Che non verranno effettuati tutti quegli interventi necessari per evitare lo spreco di risorse idriche.  

E lo sapete a quanto ammonta questo spreco? Le regioni del Mezzogiorno fanno registrare il 52,3% di perdite idriche: più di metà dell’acqua immessa nei sistemi di acquedotto viene cioè sprecata, a fronte di una media nazionale del 43,7%.

Quindi, non solo abbiamo questa reale difficoltà che costringe tantissime famiglie a interruzioni della fornitura idrica, che provoca anche il rischio della desertificazione del territorio, ma abbiamo anche la faccia di farci bocciare i progetti che potrebbero permetterci di risolvere una volta per tutte questo problema . 

Insomma, una situazione insostenibile, che deve essere affrontata al più presto.

Al Sud, servono più risorse umane e competenze per scrivere i progetti del PNRR. L’alternativa? Perdere una grande occasione ma sappiamo tutti che non possiamo permettercelo. Il Sud ha bisogno di servizi e infrastrutture per ripartire, riducendo il divario territoriale e,per fare questo, è necessario mettere la Pubblica amministrazione delle Regioni del Sud nelle condizioni di gestire in maniera ‘trasparente’ ed ‘efficiente’ l’ingente quantità di risorse e progetti che arriveranno. 

Ma a questo punto dobbiamo pensare che si tratti veramente di inefficienza o che ci sia la volontà di non spendere i fondi perché questa situazione beneficia qualcuno?

Come si dice:”a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Inoltre, c’è anche un’altra questione che ci lascia davvero perplessi. Per risolvere la situazione del personale inefficiente, qualcuno, compreso il Presidente della Regione Nello Musumeci, sostiene che siano necessari i concorsi.

Ora una cosa su questo bisogna dirla: i concorsi sono utili se effettivamente si selezionano persone competenti, e non se, come al solito, si preferiscono gli amici degli amici.

Sappiamo che le procedure sono super controllate ed è difficile pilotare i risultati, ma non bisogna sottovalutare le strategie di chi, pur di sistemare le persone giuste al posto giusto, fa i concorsi ad hoc. Dire questo ci fa male da siciliani ma non dirlo sarebbe come mettere la testa sotto la sabbia. Questa è la dura realtà e per cambiarla bisognerà fare uno sforzo tutti  insieme perché, se non arrivano i fondi o se, peggio ancora, arrivano e si perdono, sarà una sconfitta per tutti. 

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