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19 Ottobre 2021

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Modica, i giochi di prestigio della Giunta Abbate con le municipalizzate indebitate

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Grido d’allarme di Italexit preoccupata per la sorte dei lavoratori e delle loro famiglie. D’Antona ( Sinistra Italiana) lamenta gli affidamenti diretti per la scerbatura.Così sono state affondate le due società

Modica – Una vicenda lunga 20 anni quella  delle municipalizzate del Comune di Modica che rischia di finire nel peggiore dei modi. Se non ci sarà un cambio di tendenza, le maestranze rischiano molto. E’ la posizione presa da Italexit con un comunicato firmato dai coordinatori Alessandro Fatuzzo e Alessandro Colombo

“In data 09 marzo 2021, il Consiglio Comunale di Modica asseconda la deliberazione, esecutiva, della Giunta Comunale del 25 febbraio 2021 avente ad oggetto “avvio della procedura di cessione dei rami di azienda della SPM in liquidazione srl alle neocostituite società Modica Acque e Depurazione srl e Modica Servizi Società Consortile a.r.l..

La Modica Multiservizi, messa in liquidazione nel 2010 dalla Giunta Buscema, prima e la SMP dopo, hanno da sempre fatto registrare perdite di esercizio, prova ne è che entrambe sono state poste in liquidazione. Con l’entrata in vigore delle normative contenute nel decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, la SPM è stata poi esposta al rischio di scioglimento per avere riportato perdite per tre anni consecutivi. Ciò si evince anche dalle decisioni della Corte dei Conti in sede di verifica del piano di riequilibrio.

Per Italexit però “ l’attenzione deve essere rivolta alla gestione politica delle municipalizzate e soprattutto della SPM”. Oggi, viene posta in liquidazione perché non più in condizioni di operare per carenza di dotazione finanziaria. I trasferimenti da parte del socio unico (il comune di Modica) non bastano nemmeno a coprire le spese del personale che al netto dei contributi  incidono per un milione e cento mila euro all’anno. Se si aggiunge a questo costo quello dei contributi per le 77 unità lavorative più il Direttore, i trasferimenti dovrebbero essere molto di più. Poi ci sarebbero le spese di gestione e di funzionamento, acquisto di forniture e servizi. I trasferimenti per gli anni 2019, 2020 e 2021, come si evince dalla determina settoriale n. 3410 del 31 dicembre 2018 avente ad oggetto: “risanamento perdite della società partecipata Servizi per Modica s.r.l. – piano Aziendale di risanamento 2019-2020- 2021 ai sensi della summenzionata legge 175/2016, ammontano a:

  • 1.785.940,20 iva compresa per l’anno 2019;
  • 1.607.346,18 iva compresa per l’anno 2020;
  • 1.446.611,56 iva compresa per l’anno 2021.

Con la stessa determina, è stato predisposto, come da verbale dell’Assemblea dei Soci (cioè il Comune di Modica) del 29 dicembre 2018, il ripianamento delle perdite per l’importo di euro 800.000,00

Appare evidente che le somme trasferite non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza della società.

“Ma, soprattutto, la domanda che si pone Italexit è: “sono state trasferite queste somme o sono solo sulla carta? Sembrerebbe, attendiamo smentite, che le somme non siano state ancora tutte accreditate, altrimenti non si spiegherebbero alcune mensilità arretrate ai dipendenti”.

Inoltre la delibera del Consiglio Comunale del 9 marzo 2021 che fa propria e approva la delibera di Giunta del 25 febbraio 2021, sono elencati i servizi affidati alla SPM in liquidazione, e nello specifico: trasporto acqua potabile; trasporto e assistenza alunni con scuolabus  (17 linee); interventi di scerbatura e manutenzione del verde pubblico. Solo che il “Trasporto acqua potabile” è  affidato per lo più a ditte private al costo di centinaia di migliaia di euro all’anno. Mentre il “Trasporto e assistenza alunni”, secondo la denuncia di Italexit, è affidato a ditte private.  1.230.000,00 per gli anni 2014/2015 E 2016; mentre “Scerbatura e verde pubblico” affidati costantemente a privati. Insomma l’Amministrazione Abbate ha scelto di affidare questi servizio a piccolissime ditte individuali, magari nate per la circostanza, denuncia Italexit.

“Una precisa scelta politica questa che ha depotenziato la SPM, sottraendo fatturato che avrebbe potuto garantirne la sopravvivenza, generando paure, ansie e preoccupazioni tra le maestranze che hanno vissuto e vivono con lo spauracchio della perdita del posto di lavoro”.

Se alle neocostituite società non vengono affidati anche questi servizi, e così sembra a leggere gli atti, Abbate e la sua Giunta non stanno facendo altro che spostare il problema, della salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti della SPM, in avanti e affidarne la risoluzione a chi viene dopo di lui.

In sintesi si vogliono lasciare i debiti alla SPM in liquidazione, compreso il TFR degli operari, e ripartire con due società vergini in attesa che anche queste, se non verranno affidati i servizi che gli sono stati tolti, faranno la stessa fine delle prime due. Ed Italexit, al di là dei giochi di prestigio, ricorda che i denari persi sono della comunità modicana essendo il Comune unico socio.

Di recente anche l’ex consigliere Vito D’Antona ha puntato il dito sugli affidamenti diretti  del Comune di Modica per il servizio di scerba tura e pulizia dei cigli stradali. 

D’Antona ricorrda che per “questo servizio, durante gli otto anni dell’amministrazione Abbate, abbiamo avuto soltanto due gare e ben sei proroghe per undici zone del territorio extraurbano, per un costo complessivo di oltre due milioni di euro, senza contare il costo della scerbatura delle strade interne alla città e alle frazioni”. “ Un appalto affidato mediante un contratto con il quale il ribasso offerto in gara non si trasforma, per il Comune, come normalmente avviene, in una economia, bensì viene assegnato fino a raggiungere la cifra pattuita di 268.000,00 euro per ogni anno”.

“Riteniamo, aggiunge D’Antona,  che tale importo rappresenti una enormità per un Comune che dal 2012 ha in corso un piano di riequilibrio per evitare il dissesto finanziario, al quale per ben due volte, nel 2012 e nel 2017, ci ha sollecitato la Corte dei Conti”. “La verità è che in questi otto anni, tra rimodulazioni del Piano di riequilibrio, contenziosi con la Corte dei Conti e rinvii di ogni genere, Abbate non ha seguito alcuna politica di risanamento che permettesse al Comune di Modica di venire fuori dal pericolo del dissesto”.E tra i 95 milioni di euro di debiti ci sono circa 9 milioni accumulati con le società partecipate, Multiservizi ed Spm.

Alessandro Colombo, Alessandro Fatuzzo, Vito D'Antona

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