Alessio Ruffino: Crediamo saranno riconfermate le classi esistenti. PD: conseguenza della scelta frigintinocentrica del sindaco Abbate
Modica – Ci siamo. Puntuale come ogni anno di questi tempi scoppia il problema. Non si capisce se strumentale, perché tanto si ha già la soluzione in tasca, o reale. Fatto sta che le famiglie degli alunni vivono giornate di ansia e tensione al solo pensiero che, come quest’anno, dovranno accompagnare i loro figli a scuola da Modica Alta a Frigintini.
Una assurdità solo a pensarla. Eppure la prospettiva sembra proprio questa. Chi ci sembra ottimista è il consigliere di maggioranza del Comune di Modica, Alessio Ruffino che in un comunicato scrive: “ purtroppo ogni anno ci sono problemi in tutti gli istituti specialmente quando si ci prepara per il nuovo anno scolastico con i problemi che si porta dietro in termini di edilizia, autonomia e sovraffollamento delle classi”.
“Proprio su questo ultimo punto, scrive Ruffino nella nota, le leggi nazionali consentono di avere come parametro quello del numero dai 30 studenti in giù e quindi a cascata i vari Enti si devono rifare a questa. Sarebbe interessante invece poter intervenire su questo ed avere come parametro 20”.
“Come Comune di Modica, sostiene Ruffino, abbiamo dato tutti i dati numerici, anche all’Assessore regionale Lagalla, quando si è svolto più di un mese fa l’incontro con i presidi, proprio per anticipare i problemi certi che dovranno essere risolti grazie alle disponibilità successive di insegnanti, personale scolastico con le graduatorie covid”.
“Crediamo fortemente che per quest’anno, si augura Ruffino, si dovrebbero riconfermare tutte le classi esistenti nel 20/21. Adesso attendiamo conferma e lavoriamo in questa direzione ponendo la massima attenzione alla questione per trovare la soluzione definitiva anche per altri istituti scolastici della città.
Il problema della scuola De Amicis era stato sollevato qualche giorno fa dall’ex sindaco di Modica Piero Torchi che in un post su Fb aveva scritto: “Stavolta è Modica Alta, ed in particolare il glorioso plesso “De Amicis”, ad essere colpito dalla follia dei grandi che si abbatte sui bambini. E’ stato infatti comunicato al dirigente dall’ufficio regionale che soltanto 3 delle 4 classi prime dello scorso anno saranno confermate per il secondo anno.
Così 89 alunni dovrebbero essere suddivisi in 3 classi da 29/30 alunni senza tenere conto dell’emergenza COVID ancora in atto e del DPR 81/2009 che impone classi di massimo 27 alunni. Come se non bastasse, scrive ancora Torchi, a fianco delle classi pollaio, 15 ragazzi di Modica Alta dovrebbero andare a frequentare il secondo anno a Frigintini o a Cannizzara, estirpandolo dal loro ambiente e polverizzando le loro famiglie, costrette a rivoluzionare l’intera organizzazione delle proprie vite”.
Si è appreso che sta montando anche la protesta dei genitori che si stanno con raccolte firme e richieste di incontri con il prefetto e il dirigente regionale, per garantire il diritto allo studio ai propri figli in continuità con lo scorso anno.
Ma a parte la nota di Alessio Ruffino, non registriamo prese di posizione del Sindaco di Modica per evitare questa assurdità che si sta consumando a danno delle famiglie modicane.
Le famiglie in rivolta chiedono che siano rispettati i diritti dei bambini e chiedono di non giocare con i figli degli altri.
“La notizia della previsione di sole tre classi prime per 89 alunni alla scuola secondaria di primo grado “De Amicis” di Modica Alta non è affatto piacevole”.
Confidiamo sulla richiesta da parte del dirigente scolastico dell’applicazione della normativa vigente in materia di misure di contrasto al Covid e che quindi si arriverà allo sdoppiamento delle classi evitando l’effetto “pollaio”. Lo scrive in un comunicato il PD di Modica.
“La previsione di sole tre classi prime per 89 iscritti non è altro che la rigida applicazione della legge che avviene a causa della mancanza di una seria politica di organizzazione territoriale degli istituti scolastici da parte dell’attuale amministrazione comunale”.
All’epoca il sindaco, anziché cercare soluzioni concordate con le parti interessate provò a imporre la sua visione “frigintinocentrica” del territorio scolastico finendo così con l’ottenere da parte degli organi competenti un rigetto della sua proposta autoritaria e la rigida applicazione della legge”.
Queste oggi sono le conseguenze che vedono la distribuzione delle classi sulla base dell’ambito numerico determinato dal collegamento della “Carlo Amore” di Frigintini con la “De Amicis”.
Ne consegue pure il disagio per alcuni alunni di Modica Alta costretti a proseguire il loro corso di studi a Frigintini.






