Scicli, Modica, Ragusa e Vittoria città con problemi di carenza idrica, cittadini a secco

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La provincia di Ragusa, e in particolare alcuni Comuni, stanno soffrendo in queste settimana la crisi idrica che determina una carenza del prezioso liquido che per una serie di motivi non arriva con regolarità nelle case dei cittadini.

Sono tanti ultimamente, per esempio,  i disservizi di cui risente il territorio modicano.


Durante la prima settimana di agosto, i cittadini lamentavano disservizi di crisi idrica, un disservizio che ha coinvolto alcune vie di Modica centro, tra cui il quartiere San Paolo , Dente e Modica alta . La causa è una perdita d’acqua nella colonna portante del serbatoio Costa del Diavolo. Oggi a distanza di una settimana pare il problema non sussistere, o almeno quella piccola parte che lamenta il problema dichiara di essersi comunque organizzato in quanto la mancanza è evidente solo per qualche ora della giornata.


Situazione diversa per altri comuni iblei. L’ultima segnalazione arriva da via Caronia, nella parte alta di Ragusa, e, più precisamente, da un condominio. I cittadini residenti nello stabile aspettano da giorni e giorni la fornitura dell’acqua, telefonano ai numeri previsti e gli interlocutori li rimandano da una data all’altra. La conclusione? Al momento sono senz’acqua.


A denunciare è il capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Ragusa, Mario Chiavola, il quale sottolinea le anomalie che stanno caratterizzando questa disgraziata fase per la città.

Situazione sempre più pesante anche a Scicli. Lo denunciano Italia Viva e Psi tornano a puntare i riflettori sulle della carenza idrica. “Sono numerose le segnalazioni che abbiamo ricevuto da parte dei cittadini nelle ultime 24 ore – chiariscono la consigliera comunale di Iv Marianna Buscema, portavoce del partito a livello locale, e il segretario cittadino dei socialisti, Armando Fiorilla – e che mettono in rilievo la gravità della situazione.

Una situazione che continua a preoccupare non poco e che sta diventando, in tempo di pandemia, un’emergenza ancora più importante con numerose famiglie che, soprattutto nelle borgate, rimangono senza un goccio d’acqua. Tutto ciò accade all’improvviso e, tra l’altro, non si ha contezza dei tempi di ripristino, quando, cioè, il prezioso liquido diventerà di nuovo fruibile. Il punto, comunque, è che in attesa che si rimetta mano al ripristino della rete idrica, è indispensabile, al contempo, organizzarsi per fornire risposte ai cittadini in merito ai disservizi subiti.

Cioè si faccia in modo che i cittadini abbiano almeno delle informazioni chiare su quello che sta accadendo (quando viene tolta l’acqua, quando viene ripristinata, a che ora la possono ricevere, etc.), circostanza che impedisce alla collettività di potere fronteggiare per tempo le eventuali criticità che, di volta in volta, si verificano sul fronte dell’emergenza idrica. Tutto ciò, inutile aggiungerlo, sta determinando disservizi anche nel settore turistico con molte case vacanze costrette a disdire gli impegni o a vedersi chiedere dei rimborsi perché la crisi idrica ha causato pesanti difficoltà agli ospiti.

Anche a Vittoria, come denuncia in una nota l’Associazione Reset, “Continuano a registrarsi perdite a non finire nella rete dell’impianto idrico cittadino, perdite che ancora risultano non riparate.

L’acqua a disposizione è poca mentre da oggi ci accingiamo ad affrontare una settimana con oltre 40 gradi e consumi che si prevedono necessariamente elevati. Sappiamo che la ditta esterna entrata in attività proprio in queste ore sta procedendo alla manutenzione delle perdite.

Ma tutto questo sta accadendo dopo che da mesi era stato richiesto un intervento del genere e dopo ben otto settimane di caldo asfissiante. Una lentezza non ammissibile”. E’ il segretario cittadino dell’associazione Reset Vittoria, Alessandro Mugnas, a rilevarlo chiarendo che il problema principale sembra essere legato al fatto che “non si riesce a fare aumentare l’erogazione di Siciliacque mentre sembra proprio che non esista una squadra di Pronto intervento in grado di riparare in maniera celere le varie perdite nella condotta. Perdite – prosegue Mugnas – che tolgono litri e pressione. Tutto ciò, di conseguenza, si ripercuote sulle utenze cittadine. Secondo una prima stima, circa il 60% della città sta soffrendo per la mancanza di acqua. Inoltre, trascorrono non meno di venti giorni prima che possa essere evasa la richiesta di un’autobotte inoltrata agli uffici comunali.

“Ci chiediamo – scrive l’Associazione – in che modo la Commissione straordinaria e la dirigenza dell’ente comunale di palazzo Iacono intendano risolvere questi disagi che si stanno presentando ora e rispetto a cui non si può più aspettare”. Per quanto concerne l’erogazione di Siciliacque, Mugnas precisa che si è fermi intorno a 54/55 litri al secondo in un territorio che ne avrebbe bisogno, invece, di almeno 150. 

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