Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, aperto tra polemiche e presenze inopportune
Di solito le inaugurazioni spengono le polemiche, ma nel caso del museo delle arti e tradizioni popolari “S. A. Guastella” di Modica, hanno avuto l’esatto effetto contrario: le hanno rinfocolate, ed anzi alimentate.
Risolta, con l’ennesimo pasticcio amministrativo, la parte legata alla nomina “a vita” della Direttrice, poi modestamente ridotta ad un anno, ancora in sospeso la nomina del comitato scientifico, resta la gestione l’elemento di vero contrasto tra il Sindaco Abbate (il Sindaco e non l’amministrazione, poiché della stessa non abbiamo nessuna notizia; neppure dell’assessore al ramo Monisteri, della quale si sono viste solo due foto alla cerimonia ma che sembra essere stata scientificamente esclusa da ogni scelta), l’opposizione e gran parte dell’opinione pubblica.
Il Sindaco, secondo i bene informati, ma anche ad ascoltare le denunce dell’opposizione, ha già in mano i nomi di chi dovrebbe gestire il museo, e forse anche dei lavoratori da impegnare, mentre l’opposizione chiede, a gran voce, una forma minima di evidenza pubblica nella selezione; l’impressione è che ancora una volta Abbate farà un po’ come gli pare, anche perché l’immobilismo consueto sembra pervadere tutti gli organismi di controllo, continuando in quella “apatia istituzionale” che ha concesso negli ultimi anni al Comune di fare e disfare a piacimento.
E fanno quasi tenerezza le lettere di Vito D’Antona, ex consigliere comunale, il quale tenta di accendere i fari dell’attenzione sulla vicenda da parte degli organi di controllo; per informazioni può rivolgersi all’ex consigliere Poidomani che attende, pur da quotato legale, ancora notizie circa le sue dettagliate denunce del 2019.
Ma l’inaugurazione ha anche rinfocolato le polemiche tra il Sindaco e gli eredi della tradizione di Bonajuto, non solo per una vicenda di ritratti spariti e poi comparsi nella bottega dedicata ai cioccolattieri all’interno del museo, quanto per la vera grande battaglia che si sta consumando in città sulle spoglie di quella che fu l’epopea del cioccolato modicano: da una parte integralisti e puristi che vogliono mantenere inalterata la tradizione, dall’altra una parte considerevole del Consorzio, dotata di adeguate coperture sull’asse Abbate-Scivoletto, disposta a commercializzare tutto ed il contrario di tutto, anche a costo di rinunciare a molte delle condizioni che avevano, dopo anni di duro lavoro, portato al riconoscimento europeo di qualità.
Certo, un’altra cosa strideva in maniera particolare nella cerimonia di inaugurazione, oltre alle tante e pesanti assenze: la presenza dell’assessore Regionale al Turismo, Manlio Messina, uomo forte di Fratelli d’Italia in Sicilia; strideva perché probabilmente il rappresentate del governo regionale poteva fare a meno di dare la propria egida ad un museo inaugurato, ma non finito, colpito da polemiche che hanno spaccato la città, e sulla cui gestione si adombrano parecchi sospetti.
Una presenza quanto meno inopportuna; a meno che le voci che vogliono Abbate in pole per la candidatura regionale con il partito della Meloni non siano vere: un autentico triplo salto mortale che lo porterebbe dalle braccia di Lenin a quelle di Mussolini.
Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensano di questa possibile soluzione lo stato maggiore di FdI in provincia, ma anche il consigliere Cavallino che, da maggiore oppositore del sindaco, si troverebbe a suo sostenitore ed elettore. Potenza della politica.
Ma questa è un’altra storia , che approfondiremo nei prossimi giorni.

