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25 Settembre 2021

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Palazzo dei Mercedari, apertura con pochi intimi, preceduta da polemiche e contestazioni

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La cerimonia preceduta da prese di posizione e critiche. Il Museo apre al pubblico tutti i giorni anche la domenica. La città di Modica, adesso si riappropria di un bene di inestimabile valore in un Palazzo storico ristrutturato

Modica – Certo non ha riaperto sotto i migliori auspici il Palazzo dei Mercedari di Modica, dove è ospitato il Museo delle Arti e tradizioni popolari promosso dall’Associazione S.A.Guastella  che da qualche giorno è stato donato al Comune di Modica.

In queste due ultime settimane per le verità  si è consumato uno scontro violento, sollevato da un articolo del nostro giornale che ha analizzato la delibera della Giunta di Modica, la n. 151 del maggio scorso, mettendo in evidenza alcune incongruenze anche giuridiche, tanto che c’è stata una levata di scudi per alcuni meccanismi previsti in delibera, come la nomina di direttore a vita della prof.ssa Grazia Dormiente, un corso di formazione fantasma, per preparare giovani ad occupare i posti all’interno del museo, una volta aperto al pubblico dei visitatori.

Le prese di  posizioni dei partiti e della società civile

Insomma abbiamo assistito a polemiche e prese di posizioni, di partititi, enti, uomini di cultura gente a cui sta a cuore la sorte del Museo. Un po’ di  tutto, ma anche il fatto che finalmente il tono del dibattito si sia innalzato. La maggioranza di governo della città, però ha tenuto duro e ha solo concesso, perché la prof.ssa Grazia Dormiente ha fatto un passo indietro, la trasformazione dell’incarico da “a vita” ad “onorario” della durata di un anno.

Insomma una piroetta, un gioco di prestigio che non cambia la sostanza della decisione originaria. Tant’è che la delibera non è stata modificata.

In buona sostanza si sono voluti accontentare gli oppositori con un escamotage puerile, perché, in definitiva  un incarcio onorario non può essere mai a termine, poi nella fattispecie mai che mai. Chi si è illuso che le cose sono cambiate, si rassegni.

Noi che critichiamo l’operazione della Giunta, stimiamo più di ogni altro la proff.ssa Grazia Dormiente e non pensiamo minimamente che tra un anno lei non possa essere il direttore Onorario del Museo, ancorchè, (semmai verrà nominato), in presenza di un direttore  reclutato/a con regolare concorso.

Ma fino a quando non ci sarà un nuovo direttore Grazia Dormiente sarà il direttore onorario e pensiamo anche dopo. Ed è giusto che sia così,  nell’interesse del museo, dei soci fondatori ( eredi), della città e della cultura.

Apertura  del Palazzo dei Mercedari con pochi intimi

Detto questo torniamo al clima  e all’atmosfera dell’apertura del Palazzo dei Mercedari, con la presenza di poche persone, perlomeno questo è quello che si legge in un comunicato del sindaco molto striminzito dove si fa riferimento alla presenza dell’Assessore Regionale allo Sport, Turismo e Spettacolo, Manlio Messina che ha voluto essere presente per sottolineare l’importanza culturale del sito. Presenti anche il Sovrintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Antonino De Marco, l’ex Sindaco di Modica, Antonello Buscema ed i vertici cittadini delle forze dell’ordine. Infine si comunica che la struttura sarà aperta tutti i giorni, domenica compresa, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Le prese di posizioni dei giorni precedenti l’apertura

Certo nei giorni precedenti non sono mancate le prese di posizioni sia sull’apertura, sia sul passaggio dei beni del Museo dall’Associazione al Comune. La più dura è stata quella del senatore Concetto Scivoletto intitolata “IO VI ACCUSO”, rivolta al sindaco Ignazio Abbate e  a Grazia Dormiente.

Scrive Scivoletto”  avete infangato il glorioso Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari “Serafino Amabile Guastella” trasformando la sua riapertura in un affare sostanzialmente privato, basato su uno scambio di incarichi personali (nomine, poteri decisionali, pubblicazione di libri) e di assunzioni clientelari, a partire dal cerchio magico dei “formati nella clandestinità”; avete offuscato uno dei nostri gioielli più preziosi, che non è vostro, ma è patrimonio dell’intera Comunità cittadina, allestendo nell’ombra un “Museo degli orrori amministrativi” che avranno di certo gravi conseguenze. Ed aggiunge: “avete spaccato la Città in due rischiando di compromettere il processo di identificazione collettiva che l’intelligenza e il pluralismo degli 8 Fondatori dell’Associazione “S.A.Guastella” avevano saputo creare in un quadro di autonomia e di confronto dialettico con le diverse Amministrazioni”.

“La Cerimonia di apertura passa, i problemi restano. Non vi daremo tregua sulle responsabilità a vari livelli di amministratori e di dirigenti comunali, investendo organi e istituzioni competenti.

Le forze migliori e libere della nostra Città con la loro mobilitazione hanno già conseguito un primo, importante risultato, con la cancellazione -benché non ancora formalizzata in un atto deliberativo- del mostro giuridico della “nomina a vita”.

“Queste forze libere, coraggiose e non-allineate, autonome da ogni centro di potere, hanno avviato nei fatti un processo unitario che ha già rimesso in moto la nostra Città. Se unite, esse saranno in grado di spazzare via questa mediocre accozzaglia amministrativa di caporali, cariatidi e soldatini di piombo, dando vita a una nuova squadra di governo di alto profilo amministrativo, morale e culturale in grado di assicurare alla Città di Modica un nuovo Rinascimento”, conclude Concetto Scivoletto.

Per dovere registriamo anche che Francesco Lucifora, Presidente Associazione Culturale LAP, in una nota, dichiara: “Mi trovo del tutto contrario, invece – scrive Lucifora – all’ipotesi avanzata dall’Amministrazione comunale in merito alla possibilità di affidare, alla scadenza del mandato della professoressa Dormiente tra un anno, la direzione del museo a una figura interna al Comune stesso. Rimango della convinzione, come detto nella mia precedente nota, che un museo abbia bisogno di figure specializzate che se ne occupino e le esperienze analoghe di direzioni a matrice burocratica fallimentari vissute in altre realtà me ne danno continua testimonianza. Cosa diversa e assai più opportuna, piuttosto, l’affidamento della gestione burocratica a un funzionario comunale dedicato, in modo da ottimizzare il rapporto tra Municipio e direzione artistica e culturale dell’ente museale che, coadiuvata da uno staff adeguato, deve occuparsi della gestione delle collezioni, del reperimento di fondi, della dei prestiti in entrata e in uscita e della progettazione per la partecipazione a bandi ministeriali e comunitari. Anche su questo ritengo che sia importante avviare un dialogo per poter lavorare insieme alla creazione di una collezione civica di arte moderna e contemporanea strettamente correlata con il fondo della Serafino Amabile Guastella”.

Sul fronte dei partiti di opposizione, invece, il più battagliero, anche se non rappresentato nel consiglio comunale di Modica, è l’ex consigliere di Sinistra Italiana, Vito D’Antona. A ridosso della cerimonia di apertura, Vito d’Antona, ha coinvolto con una lettera l’Assessorato Regionale Beni Culturali e  dell’Identità Siciliana e al Ministro della Cultura, nella quale sottolinea l’esigenza di un intervento in merito alla gestione del Museo.

Appare “inconcepibile che non venga definito espressamente il ricorso ad una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio e non è ammissibile che si possano prevedere particolari requisiti preferenziali per l’aggiudicazione, quali “attestati di frequenza di corsi di formazione”, promossi dall’Associazione e dal Comune, per la cui organizzazione non sembrerebbe sia stata garantita ampia e adeguata pubblicità, tale da consentire la più ampia partecipazione, oltre che l’assenza di qualsiasi informazione sulle abilitazioni di legge, le discipline trattate e la validità giuridica dei titoli abilitativi rilasciati.

In definitiva, scrive ancora D’Antona,  si ritiene che la particolarità della struttura, il suo inestimabile valore culturale e scientifico, legato indissolubilmente alla identità ed alla tradizione del territorio e frutto di un lungo, volontario e appassionato lavoro di alcuni illustri cittadini modicani, impone una regolamentazione che non sia improvvisata, oltre che a rischio di illegittimità, come invece risulta nel provvedimento in ordine alla direzione e al personale da destinare al Museo, ma che sia preventivamente disciplinata e frutto di una impostazione a garanzia di una conservazione e di una fruizione del Museo le più ampie e competenti possibile”.

Antonello Buscema, Antonio De Marco, Manlio Messina

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