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15 Maggio 2021

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Donnalucata, un flash mob per dire giù le mani dalla spiaggia

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“Giù le mani dalla spiaggia” lo hanno gridato a gran voce questa mattina soci ed attivisti di Legambiente Scicli Kiafura, delle Associazioni #cavadaligadamare,  #associazionePlayagrande,  #AinluKat, ma anche numerosi cittadini.

La protesta era stata annunciata dopo che il Tar di Catania ha dato il via libera alla costruzione di un nuovo stabilimento balneare sulla spiaggia di Donnalucata.

Prima le ruspe avevano spianato le dune, e poi è comparso il cemento che ha provocato la reazione delle associazioni ambientaliste che in pochi giorni hanno anche raccolto 4.500 firme contro la nascita dello stabilimento balneare. Il Circolo Legambiente Scicli Kiafura ha chiesto il rispetto dei vincoli presenti nella zona dove si trova anche una sorgente di acqua dolce che serve parte della borgata.

Il Comune e la Sovrintendenza avevano sospeso i lavori ma il Tar di Catania ha poi dato il via libera a costruire.

Sulla vicenda lo scorso fine settimana era intervenuto anche il sindaco di Scicli Giannone per spiegare che dopo un iter amministrativo durati molti anni, il privato concessionario ha ottenuto tutte le autorizzazioni e le licenze previste dalla Legge, fino alla concessione rilasciata dal Demanio Marittimo, che ha competenza esclusiva, per l’uso dell’arenile.

Nei giorni scorsi, il Comune aveva diffidato il privato a non iniziare i lavori nell’attesa di una corretta indicazione catastale dell’area interessata. Contemporaneamente, la Sovrintendenza di Ragusa aveva emanato un proprio provvedimento di sospensione dei lavori, per ragioni di ordine tecnico.

A fronte di ciò, la ditta privata ha presentato ricorso al Tar di Catania, che in data 27 aprile 2021 ha emanato ordinanza con cui ha sospeso i provvedimenti emessi tanto dal Comune quanto dalla Sovrintendenza, dando la facoltà alla ditta di riprendere i lavori con rinvio della fase di merito al 26 maggio 2021.

Una spiegazione che evidentemente non è bastata alle associazioni ambientaliste che al di là delle responsabilità non accettano che l’arenile possa subire questa “nuova presenza” e che durante il flash mob di stamattina hanno evidenziato come la situazione dal 2007 ad oggi sia cambiata e come il lido non sia compatibile con l’offerta turistica della zona che è basata sulla naturalezza dei luoghi, scelti anche dalle tartarughe caretta caretta per nidificare.

ambiente, giannone, legambiente, scicli

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