
( Rossana Köpf, psicoanalista) – Viviamo in un mondo in cui siamo costantemente incoraggiati ad aprirci, a fidarci e a credere nel meglio delle persone. E, in effetti, c’è un’immensa bellezza nel lasciare che l’affetto circoli liberamente.
Ma c’è una profonda differenza tra vivere con il cuore aperto e vivere senza alcuna protezione emotiva. Proteggere il cuore non significa costruire muri insormontabili. Significa sviluppare la saggezza necessaria per riconoscere chi merita di entrare e rimanere nei nostri spazi più intimi.
Nel corso della vita, impariamo che non ogni sorriso è sinonimo di sincerità. Non ogni presenza rappresenta premura. Alcune persone si presentano avvolte da dolci parole, belle promesse e gesti apparentemente generosi, ma non sempre portano con sé la genuina intenzione che dimostrano. Questo non dovrebbe renderci sospettosi di tutto e di tutti, ma ci invita a coltivare il discernimento. Dopotutto, la maturità emotiva nasce proprio dalla capacità di accogliere la tenerezza senza abbandonare la prudenza.
Molte volte, per paura della solitudine, finiamo per ignorare i segnali che la nostra intuizione cerca di mostrarci. Accettiamo briciole emotive quando meriteremmo un rispetto immenso. Rimaniamo in relazioni che ci prosciugano perché confondiamo l’attaccamento con l’amore. Tuttavia, proteggere il cuore significa anche imparare ad ascoltare quella voce silenziosa che dimora dentro di noi e che, quasi sempre, sa distinguere ciò che è bene per noi da ciò che minaccia la nostra pace.
Rispettare i propri limiti è uno dei più grandi atti di amore per se stessi che si possano praticare. Non si tratta di egoismo, ma di cura di sé. Quando stabiliamo dei sani confini, comunichiamo al mondo che riconosciamo il nostro valore. Dimostriamo che i nostri sentimenti contano e che non accetteremo alcun comportamento in nome dell’accettazione o della compagnia.
C’è una bellezza speciale nel comprendere che il bisogno di affetto non può essere responsabile delle nostre scelte. Quando il bisogno di essere amati parla più forte della ragione, corriamo il rischio di aprire le porte a chi non sa prendersi cura di ciò che trova. Un amore sano non nasce dall’urgenza, ma dalla reciprocità, dalla fiducia e dal rispetto reciproco.
La nostra pace interiore è come un giardino prezioso. Richiede cura, attenzione e dedizione costanti. Non tutti coloro che si avvicinano sono preparati ad aiutare i fiori a crescere. Alcuni portano tempeste, altri diffondono incuria.
Pertanto, proteggere il cuore significa selezionare con cura chi avrà accesso a questo spazio sacro.
Rossana Köpf, psicoanalista







